martedì, 27 ottobre 2020

La visita del Papa in Corea. Un milione i fedeli che hanno assistito alla beatificazione di Paul Yun Ji-Chung

ll fondatore beatificato da Bergoglio non era un missionario straniero ma un laico coreano che scoprì il cristianesimo grazie a libri di un missionario gesuita portati dalla Cina

16 Agosto 2014 | La Sentinella | Reply More

La SentinellaUn milione di cattolici coreani, secondo fonti locali, hanno assistito alla beatificazione di Paul Yun Ji-Chung, il fondatore della chiesa coreana e altri 123 cattolici uccisi oltre due secoli fa. La celebrazione è avvenuta dinanzi alla Porta di Gwanghwamun.

«Viviamo in società – ha detto il Papa – dove, accanto a immense ricchezze, cresce in modo silenzioso la più abbiente povertà; dove raramente viene ascoltato il grido dei poveri; e dove Cristo continua a chiamare ci chiede di amarlo e servirlo tendendo la mano ai nostri fratelli e sorelle bisognosi»

ll fondatore beatificato dal Papa non era un missionario straniero, ma un laico coreano che insieme ad alcuni altri giovani scoprì il cristianesimo grazie a libri del missionario gesuita Matteo Ricci portati dalla Cina.

Una storia originale che rende la Chiesa coreana unica al mondo. «Fu la purezza della loro testimonianza a Cristo – ha ricordato Bergoglio – manifestata nell’accettazione dell’uguale dignità di tutti i battezzati, che li condusse ad una forma di vita fraterna che sfidava le regole rigide strutture sociali del loro tempo».

Prima della mega-celebrazione alla Porta di Gwanghwamun, Papa Francesco ha visitato il luogo delle esecuzioni capitali dell’800: il santuario dei martiri di Seo So- Mun alla periferia di Seul, dove furono uccisi centinaia di cristiani. «Cristo – ha ricordato il Pontefice – è vittorioso e la sua vittoria è la nostra!»

 

 



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