domenica, 17 dicembre 2017

Topi in appartamento, l’inquilino è tenuto a pagare l’affitto al proprietario

E’ questo il principio della Corte di Cassazione (sent. n 13133/06) fatto proprio dal Tribunale di Roma che con la sentenza n 11906/17

16 ottobre 2017 | La Sentinella | Reply More

“Il conduttore di un immobile può sospendere totalmente o parzialmente l’adempimento della propria obbligazione solo quando venga a mancare completamente la controprestazione del locatore”. Di guisa che non è giustificabile, in presenza di un inadempimento parziale, una riduzione unilaterale del canone di affitto.

E’ questo il principio della Corte di Cassazione (sent. n 13133/06) fatto proprio dal Tribunale di Roma che con la sentenza 11906/17 ha dato ragione al proprietario di una casa che lamentava il mancato pagamento dei canoni di affitto.

La vicenda nasce a seguito dell’intimazione di sfratto per morosità da parte di quest’ultimo al proprio inquilino.

Il conduttore da parte sua affermava di aver sospeso il pagamento per alcuni mesi perché, a causa dell’umidità (cagionata da perdite d’acqua in bagno) e di topi, non aveva goduto della casa, incompatibile con la salute del figlio.

Dopo l’ordinanza di rilascio dell’immobile e il mutamento di rito, il conduttore si costitutiva e formulava eccezione di inadempimento ai sensi dell’art. 1460 c.c. sostenendo che il locale concesso in locazione era inutilizzabile a causa dei vizi originari (infiltrazioni di acqua e invasione di topi) e il mancato pagamento sarebbe giustificato dall’inadempimento del locatore.

In particolare l’inquilino sosteneva che il locale concesso in locazione era inutilizzabile a causa dei vizi originari (infiltrazioni di acqua e invasione di topi) e il mancato pagamento sarebbe giustificato dall’inadempimento del proprietario.

Dagli atti di causa emergeva che gli inadempimenti erano riconducibili al fatto di terzi, in quanto l’ingresso dei topi nell’appartamento era da ricondursi ad una infestazione condominiale che interessava le intercapedini murarie (e responsabile ne era il condominio).

Ancora, le infiltrazioni lamentate provenivano da rottura delle tubazioni del bagno dell’appartamento sovrastante (responsabile ne era il rispettivo proprietario e/o eventualmente il condominio).

In entrambi i casi, il locatore non era tenuto a garantire il conduttore dalle molestie poste in essere da terzi ex art. 1585, secondo comma, Codice civile), pur potendo il conduttore agire contro i terzi in nome proprio, senza impedire tuttavia, al proprietario agire in nome proprio per ottenere il risarcimento dei danni eventualmente subiti dall’autore del danno.

Il Giudice quindi accoglieva la domanda del proprietario e dichiarava la risoluzione del contratto per colpa del conduttore confermando il rilascio dell’immobile. 



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