giovedì, 19 settembre 2019

Testamento olografo, quando il titolo esecutivo coincide con la mera volontà

Il lascito testamentario privo dell'esatta indicazione delle somme da lasciare in eredità, ove non contestato, può bastare all'emanazione di un decreto Ingiuntivo

27 Marzo 2016 | La Sentinella | Reply More

testamento sigillo2Il testamento olografo sebbene non indicante un lascito certo può dar adito all’emanazione di un decreto Ingiuntivo.  

Il caso tipo riguarda un lascito testamentario di alcuni titoli azionari effettuati da una donna in favore della propria figlia a titolo di disponibile molti anni prima della propria dipartita.

Alla morte della de cuius l’erede indicata nel testamento, si reca presso l’istituto bancario dove sono in deposito le somme. Qui l’istituto nega l’accesso alle stesse chiedendo di contro anche la firma dell’altro erede legittimo escluso dal lascito di cui sopra.

Da subito quindi emerge l’assoluta illegittimità di un simile modus agendi.

E’ facile notare infatti come il testamento è atto immediatamente esecutivo fino ad eventuale impugnazione e sospensione di guisa che ne deriva l’ostinazione da parte della banca nel non voler concedere quanto dovuto all’erede in ossequio alle ultime volontà della de cuius, è un comportamento illegittimo oltre che ai limiti di una responsabilità penale.

Nella fattispecie la de cuius ha deciso di destinare i suoi averi già da circa vent’anni prima, scrivendo di proprio pugno un testamento di tipo “olografo”. Si è di fronte dunque a volontà testamentarie incontrovertibili ed allo stato esecutive.

Altrettanto chiare sono poi le volontà testamentarie:

”Lascio a mia (…) la sola quota di legittima” nonché “Lascio a mia figlia (…) la quota di legittima e disponibile” ancora “Preciso che la quota di legittima di (…) deve essere calcolata esclusivamente sull’appartamento….”

E’ facile notare quindi come la volontà della de cuius, sia chiarissima allorquando è ella stessa ad individuare la quota di legittima spettante al figlio riservando di converso la disponibile e la restante parte della legittima all’altra figlia.

Altrettanto evidente è poi la circostanza che le somme oggetto del lascito testamentario rientrano a pieno titolo nella quota cosiddetta di disponibile, per sua natura non sempre suscettibile di indicazione precisa.
Come poteva infatti la de cuius indicare con precisione, all’epoca del testamento redatto, somme che sarebbero venute in essere solo due lustri dopo?!

D’altronde se davvero ci si fosse trovati dinanzi ad un testamento con l’individuazione esatta e precisa di tutte le somme da assegnare agli eredi non si sarebbe di certo ricorsi al giudice, bastando ai fini della concessione dell’esecutività, anche il solo “comandiamo” apposto dal notaio.

In estrema sintesi quindi si può ritenere come assolutamente pacifico che in caso di testamento olografo non impugnato questo è sempre valido come titolo esecutivo sottostante al decreto Ingiuntivo.

Siffatto orientamento è stato condiviso anche dal Tribunale di Santa Maria C.V. (D.I. n 361/16).



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