martedì, 23 gennaio 2018

Teatro. Chiara Baffi, quando la semplicità diventa arte

L’attrice è impegnata in questi giorni a Napoli con ‘Le voci di dentro’ diretta da Toni Servillo

10 gennaio 2015 | La Sentinella | Reply More
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Chiara Baffi e Peppe Servillo

“Il sogno è la spia di un’inquietudine che ci attanaglia”. Così Eduardo De Filippo descriveva l’ingrediente principale del suo testo più amaro sull’incomunicabilità e le ansie del dopo guerra. ‘Le Voci di Dentro’ è il dramma più attuale dell’intera produzione eduardiana. Un’opera profetica, scritta nel 1948, che rispecchia la società odierna.

In questi giorni la rappresentazione diretta e interpretata da Toni Servillo è di scena al teatro Bellini di Napoli fino al 18 gennaio. Una tournée iniziata con il debutto a Marsiglia nel marzo 2013 e che finirà ad aprile 2015.

A dare il via a questa atmosfera sospesa tra illusione e realtà è Chiara Baffi, che con la sua interpretazione di Maria, la cameriera, si è guadagnata il premio ‘Maschere del Teatro Italiano’ come ‘migliore attrice non protagonista’.

Sebbene sia la giovane attrice più premiata d’Italia, Chiara Baffi non si è mai montata la testa anzi la sua freschezza, la sua semplicità, la sua umiltà, il senso di disciplina e la voglia di imparare e perfezionarsi ogni giorno, la rendono un’artista unica nel suo genere. In grado di salire su qualsiasi palcoscenico con la stessa naturalezza e spontaneità di quando è fuori dal mondo teatrale.   

Nel ‘Le voci di dentro’ è lei ad aprire le danze. Percependo le indicazioni che il pubblico dà all’inizio, capisce come rendere l’interpretazione del racconto del sogno del ‘verme bianco’:

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Chiara Baffi

“Anche se il racconto è lo stesso ogni sera – dice – lo vivo ogni volta per restituire la scoperta e lo stupore che accompagnano il sogno. Le indicazioni di Toni Servillo sono state proprio lo stupore e la scoperta”. E a proposito di quello che l’attrice avverte dalla platea: “Mi accorgo come il pubblico segua una strada o l’altra e di come sia disponibile alla risata o a uno sguardo più nero”. Nell’opera ci sono entrambe queste componenti ma “sentendo il pubblico, capisco se spingere sulle note più angosciate del sogno o su quelle più divertenti e buffe”. Inoltre dipende anche da dove si svolge lo spettacolo perché “il mio personaggio è molto popolare. Non è possibile italianizzarlo quando siamo lontani da Napoli, alcune cose si perdono e così il tema del sogno si capisce più con il modo di raccontare che con la parola stessa”.

L’attrice napoletana era già stata diretta da Toni Servillo con ‘La Trilogia della Villeggiatura’ di Goldoni. Una tournée durata quasi 4 anni in cui la Baffi ha avuto modo di consolidare il rapporto artistico con il regista e attore: “Anche nell’opera di Goldoni ero una serva ma nel “Le voci di dentro” il mio personaggio ha più spessore e sicuramente mi diverto di più. Avendo un ruolo più corposo il rapporto con Servillo è stato approfondito: c’era più materiale su cui lavorare, più tentativi da fare. Abbiamo provato per due mesi prima del debutto. Un tempo lungo in cui abbiamo costruito lo spettacolo, tornando spesso sui nostri passi. Smontando e rimontando cose che ci sembravano potessero prendere altre strade. E continuiamo a farlo senza però mai stravolgerlo. E’ un grande vantaggio che Toni Servillo sia anche il protagonista perché continua sempre a lavorare sullo spettacolo. Chi ha visto la rappresentazione un anno e mezzo fa, al nostro debutto, lo troverà molto cambiato proprio perché il regista continua e ci chiede di continuare a lavorare durante le repliche, anche rispetto alla risposta del pubblico. Così lo spettacolo è sempre vivo e in crescita”.

L’attrice era una bambina all’epoca in cui suo padre Giulio Baffi, dirigeva il teatro San Ferdinando ed Eduardo ne era il proprietario. Quando nacque Chiara, Eduardo le scrisse una dedica che consegnò al padre e ora quelle parole sono rimaste indelebili nel suo cuore e nella sua memoria.

A proposito del teatro di Eduardo, Chiara Baffi racconta l’enorme emozione di tornarci da attrice. “Nonostante mi piaccia recitare dappertutto l’emozione che dà il San Ferdinando è senza pari per vari fattori: E’ il teatro di De Filippo e quindi pensi che su quel palcoscenico c’è stato lui e lì ha inventato i suoi spettacoli. Il suo sudore e il suo spirito sono dietro a quel sipario. Inoltre ci sono molto legata. Ho dei ricordi di infanzia che adesso sono una risorsa. Ho deciso di fare questo lavoro più tardi, non da bambina. Quindi i miei ricordi legati al San Ferdinando sono semplici, diretti, puri, senza costruzioni, senza immaginare cosa sarebbe accaduto. In ogni caso, entrare lì ogni volta è un misto di emozioni fortissime e mi dà la sensazione di stare in una casa. Entro in un posto che sento che mi appartiene e soprattutto a cui sento di appartenere. Questo però non mi priva dell’emozione ma l’amplifica: sono in un luogo che mi è familiare e vivo il momento con scioltezza e semplicità ma contemporaneamente arriva un’emozione infinita, soprattutto quando sono in scena. Anche solo arrivare in quella piazza… Tutto mi piace di quel teatro”!

‘Le Voci di Dentro’ non è la prima opera eduardiana che vede Chiara Baffi giovane protagonista. Luca De Filippo e Francesco Rosi l’hanno voluta nel 2003 in ‘Napoli Milionaria’ nel ruolo di Maria Rosaria. “Per la prima volta recitavo Eduardo e l’ho scoperto come attrice. Ho studiato prima di tutto il napoletano dell’epoca di De Filippo, avendo la fortuna di avere in compagnia persone che erano in grado di darmi delle indicazioni importanti. Innanzitutto, il regista, Francesco Rosi, che è della generazione di De Filippo ed era bravissimo nel guidarci all’apprendimento della lingua eduardiana, che è una risorsa infinita per un attore. In secondo luogo siamo stati seguiti nella costruzione di quel mondo che non esiste più. Dovevamo inventarlo e per farlo avevamo basi concrete come Rosi, un uomo che ha vissuto Eduardo e la sua generazione e poi naturalmente Luca De Filippo, suo figlio. Era bello avere come padre Luca e ho amato moltissimo il mio personaggio, Maria Rosaria. Mi piace il suo dolore, la sua purezza, la sua intelligenza e la sua popolarità”.

Con ‘Napoli Milionaria’ la compagnia di Francesco Rosi e Luca De Filippo debutta al San Carlo ma sebbene Chiara Baffi riconosca l’enormità e la grandezza del teatro più importante di Napoli, fa un’affermazione che rispecchia il fatto che è nata per calcare le scene: “L’emozione di recitare al San Carlo è indescrivibile. Sono momenti che mi emozionano ma sono lontani dall’ansia. Sono contenta di essere molto serena e tranquilla in scena. Mi sento a mio agio, completamente libera”.

‘Il teatro è vita, la vita è teatro’: cosa vuol dire per Chiara Baffi è presto detto.

“Il teatro è una forma d’arte che si nutre di vita nella misura in cui c’è uno scambio energetico tra tante persone che hanno deciso in quel momento di trascorrere del tempo insieme ed altre persone che sono vive davanti a loro e raccontano una storia che li accomuna. Ognuno si rispecchia nell’altro e ognuno non avrebbe senso se l’altro non ci fosse. Io non potrei recitare se non ci fosse almeno una persona davanti a me e così quella stessa persona non avrebbe senso davanti al palcoscenico se non ci fossimo noi a raccontare una storia.

C’è bisogno di quest’essenza, di quest’incontro, perché quest’esperienza viva, possa vivere”. 

Federica Massari 

 



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