sabato, 18 agosto 2018

Tar Lombardia. Movida notturna: l’obbligo di vigilanza spetta al Comune

Nessuna responsabilità da parte dei titolari dei locali per le urla e gli schiamazzi dei propri clienti

22 novembre 2017 | La Sentinella | Reply More

Se un locale notturno è rumoroso la responsabilità è del Comune.

E’ questo il principio sancito dal Tar Lombardia Sez. Brescia nella sentenza n 1255/17.

La pronuncia trae spunto dal ricorso presentato dalla società titolare di un bar avverso l’ordinanza emessa dal Comune di Romano di Lombardia e tesa a far cessare i rumori della clientela del locale più volte oggetto di biasimo da parte degli abitanti della zona.

Nello specifico, i giudici amministrativi hanno argomentato la decisione partendo dalla giurisprudenza costante della Cassazione secondo cui, in assenza di carenze strutturali dell’immobile locato adibito a esercizio pubblico, nessuna responsabilità è attribuibile al titolare di quest’ultimo anche allorquando sia consapevole del fatto dannoso, purchè ovviamente non abbia concorso alla causazione dello stesso.

L’aspetto però più rilevante della pronuncia riguarda i controlli esterni al locale.

Al riguardo, infatti, i giudici hanno spiegato che gli stessi sono di esclusiva competenza del Comune non potendo, giammai, quest’ultimo, demandarli al soggetto privato.

“La misura imposta con specifico riferimento al divieto di stazionamento degli avventori del locale negli spazi esterni appare, infatti, esulare dal potere del Comune e risulta, dunque, essere irrazionale nella parte in cui trasferisce sulla ricorrente oneri che graverebbero sull’amministrazione locale. (…) il divieto in parola è implicito nel fatto che la ricorrente non ha alcuna autorizzazione all’uso del plateatico, il controllo sul fatto che ciò non avvenga abusivamente rientra nella competenza del Comune. Pertanto, al gestore non può essere imposto di vigilare su un uso degli spazi esterni autonomamente fatto dagli avventori”.

La conclusione, dunque, a cui è approdato il giudicante è che l’utilizzo del bene demaniale fatto da terzi, nella fattispecie specifica, i clienti del locale, non comporta alcuna responsabilità da parte del titolare del locale in quanto quest’ultimo non ha alcun potere di vigilanza sulla cosa pubblica.



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