domenica, 17 dicembre 2017

Stragi di Mafia del 93′. Berlusconi e Dell’Utri finiscono nuovamente sotto inchiesta

L'indagine è stata avviata dalla Procura di Firenze a seguito di alcune intercettazioni in carcere del boss Giuseppe Graviano

31 ottobre 2017 | La Sentinella | Reply More

“Berlusconi mi ha chiesto questa cortesia, per questo c’è stata l’urgenza”.

E’ tutta incentrata su questa frase pronunciata da Giuseppe Graviano, il padrino condannato per le stragi di mafia del 93’, al suo compagno dell’ora d’aria, il camorrista Umberto Adinolfi durante il 10 aprile dell’anno scorso, la riapertura delle indagini da parte della Procura di Firenze a carico dell’ex presidente del consiglio e di Marcello Dell’Utri.

“Lui voleva scendere, però in quel periodo c’erano i vecchi –continua Graviano nel corso dell’intercettazione in riferimento all’ex Cavaliere- lui mi ha detto: ci vorrebbe una bella cosa”.

E ancora: “Trent’anni fa, venticinque anni fa, mi sono seduto con te, giusto? Ti ho portato benessere. Poi mi è successa una disgrazia, mi arrestano, tu cominci a pugnalarmi. Per cosa? Per i soldi, perché ti rimangono i soldi…”.

Tranchant il commento del legale di Berlusconi, Nicolò Ghedini che ha bollato come “Illazioni e notizie infamanti prima del voto, non avendo mai avuto alcun contatto il presidente Berlusconi né diretto né indiretto con il signor Graviano”.

Sulla stessa linea il legale di Dell’Utri, Giuseppe Di Peri che nell’ambito del processo di Palermo sulle stragi dove il suo assistito è già indagato afferma: “Graviano non dice Berlusconi, ma bravissimo”

Tesi però che è in contrasto con quanto affermato dai superesperti nominati dalla Corte d’assise e che danno ragione alla procura. “Graviano parla di Berlusconi”.

I giudici avevano convocato il boss delle stragi al processo di Palermo, per chiedere a lui direttamente ma Graviano ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.



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