martedì, 23 gennaio 2018

Sinistri stradali. In caso di lesioni per vincere la presunzione di colpa non basta dimostrare la prudenza del conducente

E’ quanto statuito dalla Corte di Cassazione mediante la sentenza n 30388/17 che ha cassato la sentenza di Appello impugnata rinviandola ad altra sezione

23 dicembre 2017 | La Sentinella | Reply More

Nella valutazione del grado di responsabilità del conducente di un’auto deve valutarsi non solo la prudenza del guidatore ma anche se ha attivato tutte le manovre e gli accorgimenti possibili volti ad evitare il sinistro.

E’ quanto statuito dalla Corte di Cassazione mediante la sentenza n 30388/17 che ha cassato la sentenza di Appello impugnata rinviandola ad altra sezione.

I fatti risalgono al 2004 quando un uomo entrando nel cortile di un condominio dove aveva appena acquistato un appartamento, investì una bimba a bordo di un triciclo sbucata all’improvviso da dietro l’auto del padre.

La bimba morì poco dopo in ospedale.

I giudici di primo e secondo grado avevano respinto la richiesta di risarcimento avanzata dai genitori della vittima accogliendo la tesi difensiva del conducente dell’auto che aveva affermato di aver posto in essere tutte le regole di condotta prudenziale richieste dal caso specifico.

Non l’hanno pensata così gli ermellini che investiti della decisione a seguito del ricorso presentato dai genitori della vittima hanno statuito che l’inciso contenuto nell’art. 2054 c.c. “Se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno” e che di fatto, in caso di sinistri, esclude la responsabilità del conducente del veicolo, doveva essere esaminato non solo sotto il profilo del comportamento della bambina ma anche sotto quello del conducente.

Solo così infatti secondo il ragionamento posto in essere dalla Corte si poteva giungere al superamento della presunzione di colpa che sempre grava sul conducente dei veicoli.



DIRITTO CIVILE

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