mercoledì, 20 settembre 2017

Scuola. Assenze per visite mediche, il TAR accoglie il ricorso della Cgil

I permessi per motivi personali o di famiglia non vanno obbligatoriamente utilizzati per giustificare assenze riconducibili alla malattia

23 aprile 2015 | La Sentinella | Reply More

Visite medicheI permessi per motivi personali o di famiglia, così come i permessi brevi o le ferie, non vanno obbligatoriamente utilizzati per giustificare assenze che hanno a che fare con la prevenzione della salute o con la malattia. A sancirlo in una sentenza la 5714 del 17 aprile 2015 è il TAR.

La pronuncia dei giudici c’è stata a seguito del ricorso presentato dalla Cgil. “I permessi per visite mediche – si legge nella sentenza – quando non sono direttamente riconducibili alla malattia in quanto tale, sono comunque un diritto sancito dalla legge; la sede legittima per regolare la materia è quella contrattuale, così come riconosciuto implicitamente dallo stesso atto d’indirizzo emanato dal Dipartimento della funzione Pubblica all’Aran”.

Soddisfatto il sindacato: “Il Tar – si legge in una nota – conferma integralmente la tesi che abbiamo sostenuto fin dall’inizio: la legge ha previsto per l’effettuazione di visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici il diritto a fruire di permessi retribuiti quando tali visite non siano immediatamente riconducibili a malattia. Dunque la norma ha introdotto una nuova fattispecie di permesso retribuito ed ha stabilito come lo stesso debba essere giustificato”

Quelli in esame rientrano quindi nella tipologia dei permessi aggiuntivi.

“Questi permessi retribuiti non devono rientrare nei limiti quantitativi previsti dai contratti per tutte le altre tipologie di permesso (o alle stesse ferie) e per altro scopo (per “motivi personali”, 3 soli giorni l’anno per gli Ata e 3 + 6 di ferie per i docenti nella scuola, art. 15 c. 2 del CCNL/07), né nei limiti dei permessi brevi (art. 16 del CCNL/07). Dunque si tratta di permessi aggiuntivi, cosi come sono da tempo aggiuntivi altri permessi previsti da specifiche norme di legge. Questa decisione del TAR – conclude il sindacato – dà forza alla trattativa in corso all’Aran sulla materia, al fine di trovare in sede negoziale soluzioni condivise”.



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