lunedì, 23 ottobre 2017

Sciopero magistrati onorari: proclamata astensione dal 6 al 10 giugno

La protesta è stata indetta dalle associazioni dei giudici onorari Amno, Fedemot, Cogita, Unimo contro la riforma della magistratura onoraria approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 maggio

2 giugno 2017 | La Sentinella | Reply More

Quattro giorni di sciopero, dal 6 al 10 giugno, dopo i Giudici di Pace protestano anche i magistrati onorari.

L’astensione è stato deliberata dalle associazioni dei giudici onorari Amno, Fedemot, Cogita, Unimo contro la riforma della magistratura onoraria approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 maggio, in attuazione della delega prevista dalla Legge n. 57/2016.

Limitazione della presenza in servizio dei magistrati onorari a due sole giornate settimanali, la previsione di una “retribuzione ridicola e non dignitosa” e la mancanza di qualsiasi tutela previdenziale. Sono queste le ragioni della protesta che ha tra l’altro nel mirino lo schema di decreto approvato dal Consiglio dei Ministri per mezzo del quale “si abbassa il tiro rispetto alle già insufficienti e minimali previsioni della legge-delega”.

Nello schema di decreto legislativo in materia di riforma della magistratura onoraria, proposto dal Ministro della Giustizia Orlando, approvato nel consiglio dei ministri dello scorso 5 maggio, prevede tra l’altro:

uno statuto unico della magistratura onoraria, applicabile ai giudici di pace, ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari, inserendo i primi due nell’ufficio del giudice di pace, a sua volta sottoposto ad un radicale ripensamento;

la previsione dell’intrinseca temporaneità dell’incarico;

la riorganizzazione dell’ufficio del giudice di pace;

la rideterminazione del ruolo e delle funzioni dei giudici onorari e dei vice procuratori onorari;

il riconoscimento della precipua natura formativa delle attività svolte presso le rispettive strutture organizzative;

l’individuazione dei compiti e delle attività delegabili dal magistrato professionale al magistrato onorario;

la regolamentazione dei compensi, in modo da delineare un quadro omogeneo;

l’articolazione di un regime previdenziale e assistenziale adeguato in ragione dell’onorarietà dell’incarico.

Il decreto disciplina le modalità di conferimento dell’incarico e la sua durata temporanea, limitata a non più di due quadrienni e da svolgersi in modo da assicurare la piena compatibilità con lo svolgimento di altre attività remunerative e da non richiedere al magistrato onorario un impegno non superiore ai due giorni a settimana.

Il provvedimento fa riferimento poi a uno specifico regime transitorio per i magistrati onorari in servizio alla data della riforma.

I magistrati onorari che ne facciano domanda potranno essere confermati nell’incarico per un periodo massimo di quattro quadrienni, da computare a far data dal giugno 2016, purché confermati ad ogni scadenza quadriennale dal Consiglio superiore della magistratura.

L’incarico cesserà comunque al compimento del 68° anno di età.



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