giovedì, 26 novembre 2020

Privacy, in arrivo maggiori tutele per gli utenti

Banche dati più protette, con informazioni aggiornate e più trasparenza con possibilità di controllo da parte dei cittadini: sono questi gli obiettivi raggiunti grazie all’intervento dell’Autorità

25 Aprile 2017 | La Sentinella | Reply More

Più tutele per i dati personali rilevati per fini di polizia. E’ quanto prevedono i due pareri inviati al Ministero dell’Interno da parte del Garante per la Privacy in attuazione al Titolo II della Parte II del relativo Codice.

Banche dati più protette, con informazioni aggiornate e più trasparenza con possibilità di controllo da parte dei cittadini: sono questi gli obiettivi raggiunti grazie all’intervento dell’Autorità.

Il primo parere concerne uno schema che individua nel dettaglio i trattamenti permanenti effettuati dalle forze di polizia, compresa la gestione delle maggiori banche dati (Ced, Afis, Dna).

I cittadini potranno conoscere quante e quali sono le banche dati gestite dalle forze di polizia, le operazioni che vengono effettuate sui dati, i tempi di conservazione. Potranno sapere inoltre, chi sono i titolari delle banche dati ai quali eventualmente rivolgersi per avere informazioni e poter esercitare i propri diritti.

Nel rendere il suo parere il Garante ha chiesto, tra l’altro, di escludere dalla tipologia di trattamenti finalizzati all’attività di polizia quelli svolti per finalità amministrative e di eliminare dal testo i trattamenti per i quali non risulti dimostrata una correlazione diretta con la finalità di polizia (rilascio di licenze, autorizzazioni, nulla osta da parte del Ministero, Prefetture, Questure).

Il decreto, superato il vaglio delle Commissioni parlamentari, una volta adottato e pubblicato nella Gazzetta ufficiale, dovrà essere inserito come allegato al Codice privacy.

Con il secondo provvedimento, sono state altresì fissate le modalità di attuazione dei principi del Codice privacy da applicare ai trattamenti di dati effettuati, sia in formato cartaceo sia elettronico, dalle forze di polizia nell’attività di prevenzione e repressione dei reati, di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Limiti temporali stringenti anche per quanto concerne la conservazione dei dati.

Essi infatti, allorquando riguardino persone nei confronti delle quali non è emerso alcun rilievo (ad es., individui fermati e rilasciati a seguito di controlli occasionali del territorio) non dovranno essere conservati per più di 90 giorni.

Chieste, inoltre, regole specifiche per la raccolta e l’uso di immagini acquisite con i droni. La particolare tecnologia utilizzata infatti può comportare elevati rischi per le persone.



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