venerdì, 25 maggio 2018

Il possesso di file porno sul pc all’insaputa della moglie non basta per l’addebito della separazione

E’ quanto sancito dal Tribunale di Larino mediante la sentenza n 398/17

3 febbraio 2018 | La Sentinella | Reply More

La condotta sessuale trasgressiva del marito non basta per addebitargli la separazione se non si dimostra che essa è alla base della rottura del rapporto coniugale.

E’ quanto sancito dal Tribunale di Larino mediante la sentenza n 398/17 che ha respinto la richiesta di addebito presentato da una moglie che aveva scoperto file hard del marito sul proprio personal computer.

Per il Tribunale, in ossequio al consolidato orientamento della Corte di Cassazione, al giudicante spetta di accertare se il comportamento oggettivamente trasgressivo di uno o di entrambi i coniugi debba essere considerato come la causa della rottura del rapporto coniugale e, quindi, se tale comportamento si ponga in rapporto di causalità con il verificarsi dell’intollerabilità dell’ulteriore convivenza.

Secondo il ragionamento seguito dai giudici, infatti, non può essere decretato l’addebito in capo a chi abbia posto in essere una violazione dei doveri gravanti sui coniugi in forza dell’articolo 143 c.c. dopo che la crisi del vincolo coniugale era già maturata o per effetto della stessa.

Per fare ciò dunque è necessario concentrarsi anche sulla condotta dell’altro coniuge.

Infatti la verifica della crisi matrimoniale necessita imprescindibilmente della comparazione tra i comportamenti tenuti dalla moglie e quelli tenuti dal marito sulla base di una valutazione globale dei rapporti tra i due e del loro reciproco interferire.



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