domenica, 17 dicembre 2017

Pignoramento. L’intervento di terzi creditori nell’ambito di una procedura già avviata

L’atto deve indicare la volontà di partecipare alla distribuzione nonché l’ammontare del credito vantato e il titolo esecutivo

12 novembre 2017 | La Sentinella | Reply More

La procedura di pignoramento può essere avviata oltre che per via ordinaria, ai sensi dell’art. 492 cpc, anche mediante la procedura di intervento ai sensi dell’art. 499 cpc.

In quest’ultimo caso la norma prevede la facoltà da parte di chi vanti un credito nei confronti di un soggetto già sottoposto a procedura di pignoramento di intervenire nella procedura già in corso.

I soggetti legittimati ad intervenire nella procedura sono:

  • Coloro che sono muniti di titolo esecutivo emesso contro il debitore,
  • I creditori che al momento del pignoramento avevano eseguito un sequestro sui beni pignorati o avevano un diritto di pegno o di prelazione risultante dai pubblici registri,
  • i soggetti creditori di una somma di denaro risultante dalle scritture contabili nel caso in cui il debitore sia un imprenditore commerciale.

La procedura, avviene attraverso un ricorso che il creditore deve depositare presso la cancelleria del giudice dell’esecuzione adito, prima dell’udienza con la quale è disposta la vendita o l’assegnazione.

L’atto deve indicare la volontà di partecipare alla distribuzione nonché l’ammontare del credito vantato e il titolo esecutivo.

Avuto riguardo poi ai crediti non derivanti da titolo esecutivo all’udienza di comparizione il debitore è chiamato a dichiarare quali crediti per i quali sono stati fatti gli interventi intende riconoscere e quali no.

E’ anche possibile un riconoscimento parziale, con indicazione della relativa misura. In ogni caso, il riconoscimento rileva ai soli fini dell’esecuzione

I creditori infatti che sono intervenuti ma il cui credito è stato disconosciuto hanno quantunque diritto, previa presentazione di apposita istanza, a far accantonare le somme da essi vantati allorquando dimostrino di aver proposto l’azione necessaria all’ottenimento del titolo esecutivo entro trenta giorno dall’udienza di comparizione degli intervenuti.

Gli effetti dell’intervento sono quelli tipici del creditore pignorante. In altri termini, tutti gli interventori acquistano il diritto a partecipare all’espropriazione del bene pignorato nonché a provocare i singoli atti della procedura.

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