martedì, 23 gennaio 2018

Pignoramento pensioni. I casi in cui non può essere aggredito il “minimo vitale”

Tale somma, per il 2018, è pari a 679,50 euro (453 euro + 1/2)

10 gennaio 2018 | La Sentinella | Reply More

In caso di pignoramento della pensione la somma costituente il minimo vitale non può essere aggredita.

E’ quanto si deduce dall’art. 545 c.p.c. che prevede espressamente l’impignorabilità per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà.

Tale somma, per il 2018, è pari a 679,50 euro (453 euro + 1/2).

Il pignoramento, quindi, potrà riguardare solo la parte eccedente tale ammontare e nel limite del quinto.

Al riguardo, però, è bene precisare che siffatta garanzia non si estende al pignoramento dello stipendio.

In questo caso, infatti, trovano applicazioni altre guarentigie.

Il pignoramento potrà riguardare solo 1/5 dell’ammontare totale dello stipendio netto.

Di guisa che, posto che l’ammontare totale dello stipendio è 1.000,00 euro la somma massima pignorabile sarà pari a euro 200,00 al mese fino alla concorrenza totale del debito.

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