mercoledì, 17 ottobre 2018

Il patto sociale tradito dall’inettitudine della politica

11 marzo 2017 | La Sentinella | Reply More

L’Osteria dove è stato ucciso il ladro

Sparare per difendere la propria incolumità fisica, i propri affetti, la propria famiglia o peggio ancora la proprietà.  

E’ successo a Gugnano, frazione di Casaletto Lodigiano, in provincia di Lodi, frazione di Casaletto Lodigiano, dove Mario Cattaneo, 67 anni, alle 3 e 40 della notte ha ucciso un uomo sparandogli alla schiena col suo fucile da caccia.

Il ladro assieme ad altri complici stava rovistando nella sua osteria dove tra l’altro aveva già portato via diverse stecche di sigarette.

L’uomo è attualmente indagato per omicidio volontario, la magistratura com’è giusto che sia, farà il suo corso.

Nel mentre però la società si interroga sulla giustezza o meno del gesto.

Da un lato la destra pronta a cavalcare il sacrosanto diritto degli individui a difendersi, che sia la propria incolumità fisica o i propri beni, poco importa.

Dall’altro la sinistra che condanna il giustizialismo fai da te in nome del monopolio della forza pubblica da attribuirsi in via esclusiva alla Stato.

Ai più potrà apparire singolare ma in questa vicenda non possono che esserci due vittime ed un solo colpevole.

Le prime, neanche a dirlo, sono il signor Cattaneo ed il ladro di cui tutt’ora si ignora l’identità, il secondo, la politica incapace di mediare tra l’incapacità dello Stato di monopolizzare la forza pubblica in nome di una società civilmente democratica ed il legittimo risentimento dei cittadini.

Dinanzi alle scene di grottesca e sincera indignazione dei tanti cittadini che dagli schermi della Tv e dalle pagine dei giornali esprimono preoccupazione e solidarietà per il signor Cattaneo nasce quindi quasi spontanea l’amarezza per una classe politica totalmente incapace di governare gli eventi.

Soffiare sul fuoco di un’insicurezza personale sempre più irreale, i reati sono in calo secondo le statistiche, ma amplificata da una percezione personale che li fa avvertire come in crescente aumento, è un gioco al massacro che non può che nuocere al concetto stesso di democrazia.

Dicasi ovviamente lo stesso anche di coloro che in nome di uno scellerato giustificazionismo tendono a portare avanti tesi che poco o nulla hanno a che fare con la reale ratio delle norme giuridiche che altro non fanno che cercare di difendere il concetto stesso di democrazia.

Ecco allora che il risultato è un guazzabuglio ideologico dove a farla da padrone è solo una famelica ricerca di consensi.

Tutti hanno diritto di difendersi, di essere e di percepire di essere al sicuro, ma tutto questo, specie in una Nazione che pretende di definirsi Civile, non può che passare attraverso la rinuncia dei suoi membri della propria sovranità in favore dello Stato.  

Trovare una forma di associazione che difenda e protegga, mediante tutta la forza comune, la persona e i beni di ciascun associato e per mezzo della quale ognuno, unendosi a tutti, non obbedisca tuttavia che a se stesso e rimanga libero come prima”

E’ questa la splendida lezione di Jean-Jacques Rousseau, ne “Il contratto sociale” sovente dimenticata dalla politica e che noi tutti dovremmo rileggere, specie in momenti come questi.

Raffaele de Chiara 



Opinioni

E’ entrato in vigore lo scorso 14 luglio ma fin dal suo esordio il cosiddetto
Addio all’atto di citazione. E’ questa la riforma del processo civile annunciata per l’autunno dal
In caso di condanna ex art. 2087 c.c. è diritto del datore di lavoro rivalersi
Saranno obbligatori dal 31 marzo i corsi di formazione per l’accesso alla professione forense. E’

Lascia un commento

Devi essere loggato per lasciare un commento.