lunedì, 20 novembre 2017

PAT. Il deposito della copia cartacea è indispensabile per fissare l’udienza

Il ragionamento seguito dal collegio è quello del “principio di conservazione” degli effetti dell’atto, ricostruendo l’intenzione del legislatore

30 giugno 2017 | La Sentinella | Reply More

Il deposito della copia cartacea d’obbligo da parte del ricorrente è precondizione necessaria per la fissazione dell’udienza.

E’ quanto stabilito con l’ordinanza pronunciata dalla VI sezione del Consiglio di Stato, n. 880 del 3 marzo 2017, per ciò che concerne la corretta interpretazione dell’art. 7, comma 4, del decreto legge 31 agosto 2016, n. 168, in ordine al deposito della copia cartacea del ricorso e degli scritti difensivi.

“A decorrere dal 1° gennaio 2017 e sino al 1° gennaio 2018 – prevede la norma – per i giudizi introdotti con i ricorsi depositati, in primo o in secondo grado, con modalità telematiche, deve essere depositata almeno una copia cartacea del ricorso e degli scritti difensivi, con l’attestazione di conformità al relativo deposito telematico”.

Nel giudizio cautelare collegiale (ex art. 55 C.P.A.) è condizione per l’inizio del decorso del termine dilatorio di 10 giorni liberi, a ritroso dall’udienza camerale di cui all’art. 55, comma 5, C.P.A., con conseguente impossibilità, prima di detto deposito, di fissare la predetta udienza camerale; per quanto attiene al giudizio di merito è precondizione per il corretto esercizio della potestà presidenziale di cui all’art. 71, comma 3, C.P.A..

Per le parti diverse dal ricorrente il termine per il deposito della copia d’obbligo va individuato – “senza effetti ostativi alla trattazione e definizione dell’affare” – in quello previsto per il deposito: articolo 55, comma 5, c.p.a. per i giudizi cautelari, e art. 73, comma 1, c.p.a. per quelli di merito.

Il ragionamento seguito dal collegio è quello del “principio di conservazione” degli effetti dell’atto, ricostruendo l’intenzione del legislatore.

Tale principio di conservazione è positivamente codificato nell’art. 1367 del c.c., in materia di contratti e prevede che “nel dubbio il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno”.

Per l’applicazione di tale principio, il Collegio indaga sullo scopo della norma ritenendo che la finalità del deposito della copia cartacea sia volta a consentire una più agevole lettura degli atti processuali.

Da tale finalità ne consegue “l’obbligatorietà” del deposito di almeno una copia cartacea di tali atti (l’ordinanza definisce la prima copia quale “Copia d’obbligo”).

Prive di pregio risultano altresì le altre esegesi, sia quella che considera come non avvenuto il deposito, fino al versamento della copia d’obbligo (con potenziali conseguenze anche in ordine alla ricevibilità del ricorso o della costituzione); né quella che, all’opposto, considera del tutto irrilevante, sul piano processuale, l’omissione di tale adempimento ovvero ne consentisse il deposito in udienza.



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