venerdì, 21 settembre 2018

PAT. Consiglio di Stato: La presentazione del ricorso in formato cartaceo è “irregolare”

In quanto tale, dunque, il vizio come statuito dall'ordinanza n 56/18 è sanabile

30 gennaio 2018 | La Sentinella | Reply More

Il ricorso presentato in formato cartaceo, privo di firma digitale, costituisce una mera irregolarità, in quanto tale sanabile. E’ quanto sancito dal Consiglio di Stato mediante l’ordinanza n 56/18.

La pronuncia si è avuta a seguito del ricorso presentato dal comune di San Nicola La Strada, avverso la sentenza del Tar Campania, concernente l’annullamento in autotutela di una convenzione avente ad oggetto la concessione di un bene pubblico.

I Giudici hanno affermato che: “Il ricorso in appello redatto in formato cartaceo, sottoscritto con firma autografa del difensore e parimenti notificato alla parte appellata è da ritenersi meramente irregolare e non inesistente o nullo, giacché – pur non essendo conforme alle regole di redazione dell’art. 136, comma 2-bis, Cod. proc. amm. e dall’art. 9, comma 1, d.P.C.M. 16 febbraio 2016, n. 40 – non incorre in espressa comminatoria legale di nullità e ha comunque raggiunto il suo scopo tipico, essendone certa la paternità e piana l’intelligibilità quale strumento finalizzato alla chiamata in giustizia e all’articolazione delle altrui relative difese: dal che consegue la sola oggettiva esigenza della regolarizzazione, benché sia avvenuta la costituzione in giudizio della parte cui l’appello era indirizzato”.

Di guisa che i Giudici di Palazzo Spada hanno ordinato la rinnovazione del ricorso in appello mediante redazione con le modalità formali dell’art. 9 d.P.C.M. 16 febbraio 2016, n. 40 e la successiva notifica alle altre parti del giudizio.



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