domenica, 22 luglio 2018

Pagamento del debito nelle more del ricorso per decreto Ingiuntivo. Le spese sono dovute solo dopo il deposito della pronuncia di accoglimento

17 ottobre 2017 | La Sentinella | Reply More

L’esistenza giuridica del decreto ingiuntivo ai sensi dell’art. 133 cpc avviene con il deposito del medesimo nella cancelleria del giudice che lo ha pronunciato.

Ma cosa succede se il pagamento del debito per cui si è chiesta l’ingiunzione avviene prima della pronuncia di accoglimento da parte del giudice?

Caso quest’ultimo, considerati i tempi biblici della giustizia, tutt’altro che infrequente.

Al riguardo è d’uopo distinguere tre ipotesi.

a) Il pagamento avviene dopo la presentazione del ricorso ma prima del deposito del decreto da parte del giudice.

b) Il pagamento avviene dopo il deposito del decreto di accoglimento ma prima della notifica del medesimo a controparte

c) Il pagamento del debito avviene dopo la notifica del decreto di accoglimento.

Per quanto concerne il primo caso, è bene sottolineare come il creditore non avrà diritto sic et simpliciter alla corresponsione delle spese maturate per l’emissione del provvedimento.

Esso infatti viene alla luce in una fase in cui il credito non v’è più.

Ciò quindi comporterà, in caso di notifica del provvedimento e di eventuale opposizione a decreto ingiuntivo, l’accoglimento della domanda dell’opponente per cessata materia del contendere.

L’unica strada percorribile, dunque, è quella di avviare un separato giudizio. (In tal senso Cass. Sent. n 3054/90) sebbene non manchi qualche isolato orientamento, strettamente minoritario, secondo cui il giudizio sulla soccombenza nella procedura monitoria resta ancorato al momento della proposizione della domanda non essendo previsto alcun intervento delle parti fino all’emissione del decreto ingiuntivo.

Indi per cui per cui l’adempimento successivo al deposito del ricorso sarebbe del tutto irrilevante ai fini delle spese. (Pret. Catanzaro luglio 1985 Relatore Ansani in “Il decreto ingiuntivo e l’opposizione” Antonio Valitutti – Franco De Stefano – Cedam)  

Diverso, invece, il discorso per quanto concerne la seconda ipotesi.

In questo caso il momento del pagamento avviene in un momento successivo all’esistenza giuridica del provvedimento di guisa che tutte le spese sostenute dal creditore sono da ricollegarsi alla mora debendi dell’intimato.  

Ne deriva, quindi che il decreto ingiuntivo potrà essere legittimamente eseguito con esclusione della parte non più dovuta. (In tal senso Cass. Sent. 164/96).

Nessun dubbio altresì desta la terza ipotesi dove il debitore sarà invece senz’altro tenuto al pagamento delle spese di giudizio e di tutti gli altri oneri ivi contenuti.

Raffaele de Chiara 



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