martedì, 23 gennaio 2018

Opposizione all’esecuzione, una lettura alternativa dell’art. 515 cpc

20 ottobre 2015 | La Sentinella | Reply More

Opposizione all'esecuzioneL’ambito di applicazione dell’art. 515 cpc ha da sempre destato qualche perplessità negli operatori del diritto specie per ciò che concerne il suo ambito di applicazione, talvolta eccessivamente ristretto rispetto alla sua potenziale portata applicativa.

Ciò che si intende qui proporre è quindi una sua lettura maggiormente estesa del III comma che possa portare a ricomprendere, sebbene temporaneamente, nell’ambito di applicazione dell’impignorabilità assoluta sancita dall’art. 514 cpc anche quei beni strumentali all’attività del debitore.  

Al riguardo è facile notare come l’articolo in esame possa dare adito a due interpretazioni che si escludono a vicenda.

O si propende per la tesi che vede la possibilità di pignorare l’unico bene indispensabile all’attività lavorativa soltanto per 1/5, lasciando quindi all’esecutato i 4/5 dello stesso con ovvio pregiudizio per il creditore che in tal modo comprometterebbe in maniera ultronea la possibilità del debitore di estinguere il proprio debito; oppure più opportunamente, si sposa la tesi secondo cui l’art. 515 comma 3 può fa riespandere la categoria dell’impignorabilità assoluta (sebbene temporanea) nell’attesa quindi che il debitore possa far fronte alla temporanea insolvibilità e pagare tutti i debiti al creditore che in tal modo avrebbe molte più possibilità di veder saldato per intero il proprio debito. Cosa che giammai potrebbe avvenire nel caso di pignoramento dell’unico bene indispensabile al proseguo dell’attività lavorativa.

E’ facile d’altronde comprendere come il riferimento posto in essere dal legislatore nell’ambito dell’art. 515 comma III c.p.c. ricalchi quanto già stabilito dal medesimo all’art. 545 c.p.c. comma IV.

Tuttavia è altrettanto agevole rilevare come sia diversa la situazione in cui versa un lavoratore salariato rispetto ad uno autonomo.

Nel primo caso infatti il pignoramento dell’1/5 non si ripercuote minimamente sulla capacità di lavorare del soggetto e quindi produrre reddito; nel secondo altresì il pignoramento incide in maniera diretta e devastante sulla capacità del soggetto di lavorare e quindi produrre un sostentamento in grado di poter far fronte al debito precedentemente maturato.

Quanto appena esposto lungi dall’essere espressione di un mero esercizio di stile dottrinario è una tesi che inizia a far capo anche in alcune sentenze, una fra tutte quella del Tib. di Trani del 05.11.2014.



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