martedì, 23 gennaio 2018

Omissione di soccorso, se si investe un minore non basta accertarsi che in quel momento stia bene

Secondo la Corte di Cassazione oltre a sincerarsi delle condizioni dell'investito è necessario avvertire i genitori di quest'ultimo e fornire le proprie generalità

29 settembre 2017 | La Sentinella | Reply More

Chi investe un minorenne è obbligato ad avvertire i genitori di questi e a lasciare le proprie generalità anche quando l’investito dichiari di non aver bisogno di nessuna assistenza.

E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la Sent. n 42308/17 che ha confermato la condanna ai danni di un uomo per omissione di soccorso.  

La pronuncia trae spunto dall’investimento da parte di un guidatore di due minorenni le quali avevano riferito al proprio investitore di non avere bisogno di assistenza.

Tuttavia, tornate a casa, le ragazze avvertivano dei malesseri tali da spingerle ad andare in ospedale dove i medici scioglievano una prognosi di 24 giorni per l’una e di 15 per l’altra.

I supremi giudici nella sentenza de quo hanno sottolineato dunque come non ci sia omissione di soccorso se il guidatore in buona fede s’interessa immediatamente delle condizioni dei feriti e non ha motivo per ritenere che il ferito abbia bisogno di assistenza (o perché appare in buone condizioni o perché è indubitabilmente morto).

Questo implica che ci si fermi subito (non ha invece valore appurare che il ferito sta bene dopo che ci si è allontanati dal luogo del sinistro) e vale anche quando poi un medico riscontri lesioni.

Nella fattispecie specifica invece due erano i fattori che avrebbero dovuto spingere il ricorrente a fornire le proprie generalità e ad avvisare i genitori delle ragazze: i danni ingenti riportati dal proprio veicolo, rottura del parabrezza poi prontamente sostituito l’indomani e la minore età delle ragazzine.



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