mercoledì, 20 settembre 2017

Nullafacenti al lavoro: quando il licenziamento è legittimo

21 febbraio 2017 | La Sentinella | Reply More

E’ possibile licenziare il lavoratore per scarso rendimento anche allorquando quest’ultimo dipenda dalle reiterate assenze dal lavoro. E’ questo il principio più volte evocato dalla giurisprudenza dei Tribunali e confermato dalla Corte di Cassazione.

Condicio sine qua non per l’applicazione del principio è però l’individuazione di parametri per accertare che la prestazione del lavoratore sia eseguita con diligenza e professionalità medie il discostamento dai quali può costituire segno o indice di non esatta esecuzione della prestazione.

Un comportamento che valutato per un apprezzabile periodo di tempo può rendere legittimo il licenziamento.

Non semplice tuttavia è l’individuazione di una definizione giuridica certa per ciò che concerne l’individuazione degli elementi che compongono la fattispecie dello scarso rendimento perché la prestazione tipica soddisfa un’obbligazione di mezzi e non di risultato come nel contratto d’opera.

Al riguardo tuttavia è venuta più volte in soccorso la giurisprudenza di legittimità.

In primis il risultato. Quello atteso deve essere inferiore rispetto alla media delle prestazioni rese dai lavoratori con la stessa qualifica e le stesse mansioni, indipendentemente dagli obiettivi minimi fissati (Cassazione, sez. lavoro, sentenze 16582/2015 e 20050/2009).

Lo scostamento. Lo scarto deve essere notevole, deve cioè sussistere una sproporzione particolarmente rilevante tra il risultato del lavoratore e quelli medi degli altri lavoratori. Lo scarso rendimento, inoltre, deve essere imputabile al lavoratore, di modo che si possa escludere che lo stesso sia determinato da fattori organizzativi o socio-ambientali dell’impresa stessa.

La condotta. Ancora, sarà necessario valutare il comportamento del lavoratore al riguardo sarà necessario valutare la frequenza e la ricorrenza del comportamento del dipendente in un arco temporale significativo, nonché la sua abitualità, circostanze che divengono sintomo di evidente progressiva disaffezione al lavoro.

Sarà, tuttavia, quantunque onere del datore di lavoro, dimostrare lo scarso rendimento del lavoratore.



DIRITTO DEL LAVORO

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