giovedì, 19 settembre 2019

Napoli. Al via un nuovo sistema di smaltimento dei rifiuti

Il piano prevede il coinvolgimento del gruppo bancario Intesa San Paolo

29 Gennaio 2015 | La Sentinella | Reply More

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Napoli non è più ‘na’carta sporca’ come cantava il grande Pino Daniele, ma si prepara ad essere un centro propulsore di idee innovative nel campo della valorizzazione dei rifiuti umidi ai fini della produzione di energie. Correvano gli anni 2013 e 2014: il Comune lanciò un bando per la realizzazione di un impianto di compostaggio per la zona di Scampia. Riscontro pari a zero.

Attualmente per smaltire una tonnellata di rifiuti, presso impianti situati nel Nord Italia, considerando il conferimento via camion o ferrovia, e quindi anche il costo del trasporto, occorrono ben 140 euro. Grazie invece all’uso di tecnologie innovative, che non prevedono la combustione ma l’estrazione del biogas a freddo e senza emissione di sostanze e di odori, nella stessa area allora identificata verrà creato un impianto di piccole dimensioni e modulare, in grado di lavorare 20 mila tonnellate di rifiuti umidi l’anno, pari al 30% del totale. Grandi dunque gli spazi per ampliare il progetto con nuovi moduli.

La procedura adottata è presto spiegata.

Nell’impianto pilota di Scampia verranno prodotti due milioni di metri cubi di metano, utilizzato tanto per il consumo civico quanto per l’alimentazione della flotta di automezzi, dell’ASIA, che raccolgono i rifiuti. La loro parte solida, invece, trasformata in compost di elevata qualità, sarà adoperata come sostrato agricolo o per il giardinaggio. Interessante, in una realtà come Napoli, conosciuta a tutti per “l’arte di arrangiarsi”, la creazione di nuovi posti di lavoro, in una cooperativa sociale a Scampia, che possa svolgere tutte le fasi della filiera, dalla selezione dei rifiuti al loro conferimento.

Proprio pochi giorni fa c’è stato un interessamento da parte di personalità  locali, nazionali e internazionali interessati al progetto. Sarà poi il Comune, riscontrati i termini di legge la pubblica utilità, a procedere alla gara europea da indire per l’aggiudicazione dell’appalto del servizio.

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Luigi de Magistris

Un piano che coinvolge tutta l’amministrazione comunale e che trova il supporto del primo cittadino del Comune di Napoli, Luigi de Magistris. “La ferma volontà dell’amministrazione di andare nella direzione dell’incremento della raccolta differenziata ed al conseguente sviluppo degli impianti a servizio della raccolta differenziata – dichiara con soddisfazione – trova oggi conferma anche dal mondo industriale e bancario, pronto ad investire nella trasformazione della frazione umida raccolta in città in compost di qualità, individuando nell’incentivo della valorizzazione e trasformazione della materia raccolta e non nella sua pseudo valorizzazione energetica il vero investimento per il futuro”.

Introduce così la vera e propria innovazione, perché la città metropolitana diventa un laboratorio avanzato di finanza innovativa. A sostegno del piano finanziario , infatti, il progetto potrà beneficiare degli strumenti di “finanza comunitaria” messi a punto da Banca Prossima, l’istituto del Gruppo Intesa Sanpaolo specializzato nell’economia sociale, che è pronto a finanziare il progetto.

Per le sovvenzioni  all’impianto di Scampia sarà adottato per la prima volta un TRIS (Titolo di Riduzione di Spesa Pubblica), evoluzione del SIB, ossia del Social Impact Bond. Quest’ultimo fu applicato per la prima volta in Inghilterra, e consisteva nell’emissione di un bond remunerato con parte del risparmio di spesa pubblica realizzato attraverso l’iniziativa di imprese sociali. Nel celebre esempio del carcere di Peterborough, gli investitori privati e istituzionali che acquistavano il SIB “scommettevano” sul fatto che, grazie a un programma di inserimento lavorativo, il tasso di recidiva risultasse inferiore. Parte del risparmio così ottenuto (attività di polizia e giudiziarie, mantenimento in carcere, partecipazione della persona alla produzione di PIL) avrebbe remunerato gli investitori, in caso di risultato positivo. In caso contrario l’investitore perde interessi e capitale.

Rispetto a questo schema, l’iniziativa di Napoli si differenzia per varie ragioni: prima di tutto, il risparmio certo di spesa pubblica, pari a 40 euro a tonnellata di rifiuti umidi trattati; secondo, non vi è l’assunzione del rischio del capitale da parte dell’investitore privato o istituzionale, grazie alla garanzia offerta da Intesa Sanpaolo per cui, in caso di i successo (se vengono raggiunti gli obiettivi di riduzione del costo di trattamento dei rifiuti) la remunerazione dell’investitore è in linea con il rendimento dei titoli di Stato; infine, l’emittente non sarà un soggetto pubblico, ma il Gruppo Intesa Sanpaolo, che ne curerà il collocamento attraverso gli sportelli cittadini del Banco di Napoli.

Scampia-2-7Si evolve quindi il concetto di Social Impact Bond, passando dalla generica creazione di valore sociale a un obiettivo diverso e più concreto, quale l’ottenimento di una riduzione misurabile della spesa pubblica attraverso la creazione di posti di lavoro nelle imprese sociali che svolgeranno le varie fasi del ciclo di valorizzazione dei rifiuti. Il fine è dunque la riduzione di spesa pubblica, e il mezzo per raggiungerlo è l’attivazione di impresa sociale. Più giusto perciò parlare del primo Titolo di Riduzione della Spesa Pubblica. In Italia le prospettive di applicazione di questo strumento sono vastissime, grazie a tre fattori favorevoli: l’ampio spazio di riduzione della spesa pubblica; i vincoli imposti dal patto di stabilità che impedisce di aumentare il debito pubblico; l’esistenza di un terzo settore produttivo straordinariamente sviluppato.

Napoli quindi come fulcro del Terzo Settore, come affermato da Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima.“Oggi a Napoli si apre una strada importante per il nostro Paese e per il Terzo Settore. Un TRIS sta alla finanza pubblica come il risparmio energetico sta all’energia tradizionale: in mancanza di fonti aggiuntive, la grande fonte è la riduzione dell’inefficienza della spesa”.

Un risultato importante, come si nota dalle sue parole: “Ottenere questo risultato attraverso il terzo settore vuol dire unire a un risultato economico brillante nuovi posti di lavoro e servizi per la collettività. La partecipazione dei cittadini allo schema, attraverso l’acquisto di un titolo sociale di nuova generazione, allarga ancora il senso comunitario di questa finanza. Banca Prossima ha sperimentato l’entusiasmo degli investitori italiani per una finanza a remunerazione moderata e rischio zero attraverso il social bond da 40 milioni emesso a fine 2013 e con i 70 prestiti comunitari ‘Terzovalore’. A Napoli sarà un successo”.

Una Napoli promotrice di economia, diversa, che dia speranza. Questo è il volto da ricordare nei vari tg campani, affinché possa attrarre, attraverso una progettualità nuova, altri investitori.

Lidia Ianuario

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