giovedì, 19 settembre 2019

Lucia Cassini si racconta: “La malinconia è la felicità di essere tristi” (Video)

La regista di ‘Lucì del Varietà’ traccia un bilancio della propria carriera

30 Gennaio 2015 | La Sentinella | Reply More

Teatro-Troisi-Nonantola

Il Rione Lauro non si presenta alla vista di coloro che lo vivono esattamente come un’isola dove regni la cultura. Eccolo lì, il Teatro Troisi, di nuovo alla ribalta, con le luci proiettate, e il nuovo spettacolo, ‘Lucì del Varietà’ diretto da Lucia Cassini andato in scena il 24 e 25 Gennaio. Un omaggio a Dino Verde e Don Lurio; sul palco Lucia Cassini, attrice e regista vulcanica che m’introduce in una magia a me insolita.

Il tecnico audio sorride, mentre io mi sento avvolta da un’atmosfera che ha il sapore dello zucchero filato, quando i miei genitori si recavano con me all’Edenlandia o al Panda Park Posillipo, e io solevo degustarlo, appiccicandomi tutta perché troppo piccina e ingorda. Attori giovani e meno giovani, con un passato più o meno variegato alle spalle, e – tra tutti – lei, definita “Totò in gonnella”. Cassini mi riceve subito, con il suo sorriso smagliante, un po’ di cortisone come tante, ma che non disturba l’intelletto. Lucia ha sempre qualcosa da dire. Ciò che vien fuori nello studio del direttore del teatro è una simpatica conversazione.

Perché la scelta di dedicare questo spettacolo a Dino Verde e Don Lurio?

“Sono circa 11 anni che sono morti. Avrei voluto presentarlo l’anno scorso, ma ho iniziato Ischia Forever”, per cui in quel periodo ho presenziato solo a serate. Una volta, ho deciso, avrei optato solo per Roma. Con la piacevole conoscenza di Salvatore D’Ortona, padre di uno degli attori, è nata l’idea”.

Lei ha tanta esperienza nel teatro. A chi si è ispirata?

“Ho iniziato coi “grandi” del teatro e del cinema, come Angelo Fusco. Ho avuto questo rapporto particolare ma il mio amore era Dino Verde, anche se mi piace fare tutto, conosciuto all’età di sedici anni. Mi piaceva quella specie di “fantasia napoletana”, un po’ anche all’americana. Ricordo ancora i testi di allora. Fu proprio lui a presentarmi Don Lurio. C’è stata una vera e propria osmosi, con loro”.

Quanto conta la formazione e cosa consiglierebbe ai giovani attori?

“Direi loro di studiare. L’attore brillante comico è un genere a sé, ci vuole una scuola di recitazione apposita. Tra i nomi, Gino Proietti, Nino Taranto, il mitico Totò. Il famoso pezzo del pupazzo, che io ho reinterpretato (n.d.r.: guarda il video), è stato introdotto da lui. Un modo per parlare della donna oggetto”.

Quali sono ora i suoi desideri, aspirazioni, progetti?

“Portare nuovamente questo tipo di spettacolo in giro. Tanto, ai “guai”, ci pensa la televisione! Ho seguito quindi il consiglio di Giacomo Carlucci, direttore del teatro. Da ricordare, tra i pezzi, “Bella Concetta”, inoltre sto finendo di girare “Ischia Forever”, la mia prima regia cinematografica”.

Quale suo aspetto prevale sul palco e nella vita?

“La vera Lucia. Io sono solare, ma risento del carattere degli altri, per cui dovrei sempre circondarmi di persone che stanno bene con se stesse. Basta accontentarsi! Per me la malinconia è la felicità di essere tristi. Per questo mi piace molto stare a contatto coi giovani”.

In scena si può far rivivere la memoria storica?

“Io amo il bello di Napoli. Lei, e non essa, non è una schifezza! A me non piace nemmeno Gomorra, cupa e con gente incazzata”, che non ci appartiene del tutto. A me basta la vista del mare per stare bene”.

Cos’è che l’ha colpita maggiormente di questa esperienza?

“L’aiuto dei ragazzi. Nicola D’Ortona, che proviene da un altro tipo di teatro, il “finto dicitore”: per lui è una scommessa, che lo aiuta a sciogliersi. Anche per Antonello Cuomo, dalle spiccate doti canore, lo è; lui ha cantato ‘Ti regalerò il mio cuore’, testo creato ad hoc per un progetto, una vera e propria campagna di comunicazione a favore del trapianto di organi, in collaborazione con l’ospedale Monaldi, e testi di Pino Daniele, quali ‘Napulé’ e ‘Terra mia. La morte di quest’ultimo grande artista mi ha ‘smottata’ tutta. Siamo tutti molto legati a tale triste vicenda: ricordo Antenna Capri con Corrado Ferlaino, l’ex Presidente del Calcio Napoli, così come il legame che aveva con lui anche Tullio De Piscopo”.

Lei è una bella donna, allora come ora. Quanto ti è costato non scendere a compromessi nella tua carriera?

 “Allora mi vestivo da maschio per le mie competenze. Ora, invece, ho anche dei ruoli non maschili”.

Chi altri vuole ricordare di questo spettacolo?

“Michele Selillo,che, pur avendo solo 25 anni, ha nelle corde il varietà, e Vico Morcone, che invece proviene dalla radio, e ha iniziato per gioco; inoltre, Saverio Mattei,degli ex Cabarinieri,che collabora con me da quarant’anni. Infine, il Maestro Mario Messina, che mi accompagna al suo pianoforte”.

Tutti-1

Uno spettacolo che ha preso forma anche grazie alle coreografie dei balletti di Babà Ballet, con Mia Mele, Milena Di Fiore, Ilaria Porcaro e Gabriella Scarici, tra una piroette e un passo sulle punte, per volare alto, tra la fantasia e la poesia che solo una stella come Lucia Cassini avrebbe saputo ricreare.

Lidia Ianuario

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