lunedì, 20 novembre 2017

L’installazione di condizionatori rumorosi costituisce reato

E’ quanto stabilito dalla Sentenza della Corte di Cassazione Sez. F n 39883/2017

8 settembre 2017 | La Sentinella | Reply More

L’impianto di condizionamento di un albergo eccessivamente rumoroso configura un’ipotesi di reato ai sensi dell’art. 659 cp comma 2.

E’ quanto stabilito dalla Sentenza della Corte di Cassazione Sez. F n 39883/2017.

Il caso sottoposto all’attenzione dei giudici riguardava la vicenda di un albergatore condannato in base all’art. 659 cp alla pena di euro 250,00 per aver disturbato la quiete del circondario a causa di un impianto di condizionamento non adeguatamente insonorizzato.

Il soggetto condannato, ricorso in Cassazione, eccepiva l’illegittimità della sussunzione della vicenda de quo nell’ambito della fattispecie penale costituendo essa, a suo dire, solamente un illecito amministrativo.

Il consesso ha respinto la tesi difensiva argomentando che l’impianto di condizionamento non potendosi configurare ex se come bene strumentale all’attività alberghiera, come tale, quindi, insuscettibile di riduzione di emissioni, giammai poteva essere ricondotta alla disciplina dell’illecito amministrativo di cui alla I. 26 ottobre 1995, n. 447, art. 10, comma 2, (legge quadro sull’inquinamento acustico).

Quest’ultimo è integrato solo allorquando l’inquinamento acustico derivi dall’esercizio di mestieri rumorosi, che si concretizza nel mero superamento dei limiti massimi o differenziali di rumore fissati dalle leggi e dai decreti presidenziali in materia.

Acclarata, quindi, l’insussistenza dell’illecito amministrativo, i giudici hanno chiarito come anche la prova del reato non necessiti di accertamenti tecnici potendosi essa basare esclusivamente su prove testimoniali e sul libero convincimento del giudice.

“In tema di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, l’effettiva idoneità delle emissioni sonore ad arrecare pregiudizio ad un numero indeterminato di persone costituisce un accertamento di fatto rimesso all’apprezzamento del giudice di merito, il quale non è tenuto a basarsi esclusivamente sull’espletamento di specifiche indagini tecniche, ben potendo fondare il proprio convincimento su altri elementi probatori in grado di dimostrare la sussistenza di un fenomeno in grado di arrecare oggettivamente disturbo della pubblica quiete)”.



DIRITTO PENALE

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