mercoledì, 12 dicembre 2018

L’eterno ritorno della maschera italiana

4 Nov 2017 | La Sentinella | Reply More

La bonomia falsata in perfetto contrasto con la temperie attuale è quella di sempre, il sorriso di gelso, pure.

Silvio Berlusconi, l’ex Cavaliere, l’ex presidente del Consiglio, l’ex parlamentare interdetto dai pubblici uffici, l’ex presidente del Milan, è di nuovo sulla scena politica e solo.

Lo si è visto qualche giorno fa arringare i suoi fan da uno dei palchi di Catania allestiti per incorniciare una delle maschere pirandelliane più riuscite di sempre, quella di Berlusconi appunto.

Show perfettamente riuscito a giudicare dallo strascico di applausi e polemiche che da tre lustri ormai accompagna ogni uscita dell’uomo di Arcore.                                             

Altrettanta scontata la preoccupazione dell’intellighenzia di sinistra che si interroga sulle reali cause di cotanto successo attribuendole, manco a dirlo, al vuoto politico lasciato dal Partito Democratico.

Mai verità fu più falsata.

L’unica ragione del successo di Berlusconi è che egli più di ogni altro rappresenta l’incarnazione perfetta dell’italiano medio schiacciato nel proprio immobilismo gattopardesco pur di risicare gli avanzi del potere altrui.                                                              

L’affanno grottesco con cui cerca di imporsi all’attenzione pubblica fotografano in pieno la decadenza dell’Italia di oggi che sembra aver voltato per sempre le spalle alle nuove generazioni sostituendole con la loro più trita degenerazione.

È come se alla freschezza della gioventù si fosse imposta il lezzo di una vecchiaia imputridita non dal trascorrere del tempo ma dal falso profumo di gioventù con cui lo si cerca di camuffare.

Non che l’Italia sia mai sta immune dal ritorno o meglio dire dall’eterna presenza dei vecchi ma essi rimanevano quantunque sullo sfondo della vita pubblica, guardiani implacabili di un tempo che fu.

Basti pensare a figure epiche della nostra controversia storia repubblicana da Giulio Andreotti a Francesco Cossiga passando Giorgio Napolitano la loro presenza quantunque determinante nel dibattito pubblico non è mai stata invasiva e pervasiva come quello dell’imprenditore brianzolo divenuto capo di governo.

Immaginare il futuro oggi è una scommessa persa in partenza esattamente come quella di coloro che immaginavano di cambiare il mondo con la forza dei propri ideali.

Raffaele de Chiara



Opinioni

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