martedì, 23 gennaio 2018

Lavoro. Corte di Cassazione S.U. chi vince un concorso pubblico deve essere assunto

Secondo i giudici: la pubblicazione del bando di concorso equivale a una offerta al pubblico che vincola la P.A. all'obbligo dell'assunzione 

21 dicembre 2017 | La Sentinella | Reply More

La pubblicazione del bando di concorso equivale a una offerta al pubblico che vincola la P.A. datrice di lavoro pubblico, all’obbligo dell’assunzione secondo correttezza e buona fede.

E’ questo il principio emanato dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite mediante la sentenza n 29916/17.

La vicenda nasce dalla mancata assunzione di una candidata a un concorso in un’università pubblica. 

La donna, arrivata seconda, reclamava il proprio diritto ad essere assunta a seguito della rinuncia da parte della prima classificata. Adito i primi due gradi di giudizio le veniva riconosciuto il diritto ad usufruire del posto di lavoro lasciato nel frattempo vacante. L’università adiva tuttavia la Corte di Cassazione affermando di non aver dato seguito all’assunzione in quanto il posto di lavoro era stato soppresso.

Di diverso avviso è stata altresì la Suptrema Corte che ha affermato:

“Nella fattispecie in esame non solo il bando fissava la validità della graduatoria per due anni, ma nessun problema di valutazione di disponibilità o di vacanza del posto, dopo l’approvazione della graduatoria, si poneva atteso che il posto per il quale la P. ha chiesto l’assunzione era proprio l’unico posto messo a concorso, e, dunque, vacante e disponibile, in ordine al quale, dunque, non era necessaria alcuna nuova determinazione della P.A, che già aveva espresso le sue decisione nello stesso bando. Nè, come si è detto, l’Università ha provato atti o comportamenti che abbiano determinato il venire meno della delibera con cui era stato bandito il posto e, cioè, un provvedimento di soppressione del posto”.

I Giudici, hanno, dunque, ribadito il già consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui:

“Qualora la P.A. abbia manifestato la volontà di provvedere alla copertura di posti attraverso il sistema del concorso e abbia, a questo fine, pubblicato un bando che contenga tutti gli elementi essenziali, prevedendo il riconoscimento del diritto del vincitore del concorso di ricoprire la posizione di lavoro disponibile, sono rinvenibili, in un tale comportamento, gli estremi dell’offerta al pubblico, che impegna il datore di lavoro pubblico, non solo al rispetto della norma con la quale ha delimitato la propria discrezionalità, ma anche ad adempiere l’obbligazione secondo correttezza e buona fede”.

Logico corollario a quanto testè argomentato è dunque che “L’assunzione della ricorrente costituisca un atto dovuto da parte dell’amministrazione che ha pubblicato il bando di concorso”.



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