domenica, 22 luglio 2018

La denuncia da parte del cittadino di presunte scorrettezze dei pubblici funzionari non configura il reato di diffamazione

Il supremo Consesso ha cassato la sentenza impugnata sancendo il diritto del cittadino ad affermare il proprio legittimo diritto di critica

22 settembre 2017 | La Sentinella | Reply More

Non è configurabile il reato di diffamazione allorquando il cittadino denunci agli organi gerarchicamente superiori una pratica scorretta o presunta tale commessa da un pubblico funzionario.

E’ questo il principio affermato dalla Corte di Cassazione Sez. Penale contenuto nella Sentenza n 43139/17.

La pronuncia trae spunto dal caso di un cittadino che aveva subito una condanna per diffamazione dal Giudice di Pace confermata poi dal Tribunale perché aveva denunciato al sindaco e a un magistrato della Corte dei Conti dei comportamenti a suo dire scorretti posti in essere da un funzionario pubblico.

Il supremo Consesso ha cassato la sentenza impugnata sancendo il diritto del cittadino ad affermare il proprio legittimo diritto di critica.

A nulla sono valse le argomentazioni del denunciante che aveva sottolineato la totale infondatezza delle accuse mosse in quanto non riconosciute come fautrici di danno. Il Tribunale amministrativo in un separato giudizio aveva rigettato la domanda risarcitoria dell’imputato pur riconoscendone la responsabilità precontrattuale dell’Ente.

Per i giudici, quindi, in base anche a quanto statuito dalla Corte Edu 14881/2003 hanno il diritto di segnalare liberamente alle autorità competenti i comportamenti dei funzionari pubblici che ritengano irregolari o illegali.



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