lunedì, 20 novembre 2017

Il commercialista che omette di conservare le fatture contabili commette il reato di occultamento

E’ questo il principio affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 35173/17

31 luglio 2017 | La Sentinella | Reply More

Si ha reato di occultamento delle scritture contabili obbligatorie anche nei casi in cui il commercialista emetta e consegna fatture attive a terzi, ma senza conservarle e annotarle sui registri.

E’ questo il principio affermato dalla Corte di Cassazione (terza sezione penale) con la sentenza n. 35173/17.

La vicenda vedeva in veste di imputato un commercialista condannato alla pena di 6 mesi di reclusione per aver occultato o distrutto le scritture contabili obbligatorie ex art. 10 D. lgs. n. 74/2000.

Secondo il supremo consesso in tema di reati tributari, l’impossibilità di ricostruire il reddito a causa della distruzione o dell’occultamento di documenti contabili non è da intendersi in senso assoluto, in quanto sussiste anche se si deve procedere all’acquisizione presso terzi della documentazione mancante.

Di guisa che nella fattispecie specifica la documentazione non era stata rinvenuta presso l’imputato, ma presso terzi, venendo così ad integrare il reato di occultamento delle scritture contabili obbligatorie.

Il contribuente infatti aveva emesso delle fatture che non erano state conservate e annotate, cosicché la contabilità obbligatoria era stata istituita ma non era nella sua disponibilità.

I Giudici di Legittimità hanno, dunque, precisato che anche la mancata stampa della documentazione costituisce occultamento della stessa agli accertatori.

A nulla è valsa la difesa dell’imputato che aveva lamentato la circostanza secondo cui i giudici avevano erroneamente paragonato l’omessa esibizione dei documenti mai detenuti all’eliminazione fisica degli stessi e la mancanza di prova del dolo specifico, con la conseguenza che la condotta non poteva integrare la fattispecie delittuosa.



DIRITTO PENALE

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