lunedì, 26 giugno 2017

Giustizia. Al via la riforma del codice penale e di procedura penale

La Camera ha dato il via libera con il ricorso alla fiducia e 320 voti favorevoli (149 contrari e 1 astenuto) prima e con un ok definitivo poi (267 sì e 136 no, astenuti i deputati di Mdp, contrari quelli di M5S, SI, Fi, Cor e Scelta Civica)

15 giugno 2017 | La Sentinella | Reply More

Approvata in via definitiva la riforma del codice penale e di procedura penale.

La Camera ha dato il via libera con il ricorso alla fiducia e 320 voti favorevoli (149 contrari e 1 astenuto) prima e con un ok definitivo poi (267 sì e 136 no, astenuti i deputati di Mdp, contrari quelli di M5S, SI, Fi, Cor e Scelta Civica).  

Tra le novità introdotte spiccano una serie di interventi che aggravano le pene per una serie di reati ad elevato allarme sociale (dal voto di scambio mafioso al furto e rapina aggravati, a fare la differenza sono le novità che incidono soprattutto sulla procedura.

Tra le molte in tal senso farà senz’altro discutere l’estinzione dei reati procedibili a querela di parte, che verranno di fatto cancellati d’ufficio – e quindi indipendentemente dalla volontà del querelante, come invece accade oggi – se l’autore si impegna a risarcire il danno e a riparare integralmente le conseguenze.

Ma le tensioni più forti, che agitano il dibattito politico e i penalisti (in sciopero da una settimana per questi motivi) sono soprattutto sull’allungamento tecnico della prescrizione dei reati e sul trattamento extracarcerario dei condannati in via definitiva.

Prolungata fino a 18 mesi la durata dei processi, il testo prevede infatti alcune nuove cause interruttive tra cui l’intervenuta condanna nei gradi di merito.

Se da un lato c’era l’esigenza di intervenire sulla falcidie di procedimenti penali per l’esiguità del termine di “oblio” (l’Italia ha una normativa tra le più severe in Europa) dall’altro sullo sfondo c’è il vincolo europeo della ragionevole durata dei processi, che secondo i penalisti verrebbe disatteso con le nuove proroghe.

D’impatto anche la riforma dell’esecuzione delle pene carcerarie, che svoltano verso un trattamento personalizzato del detenuto, in un’ottica di rieducazione e di reinserimento sociale verso l’esterno.

Non mancano novità anche nel campo delle intercettazioni che dovranno essere trascritte negli atti giudiziari nel rispetto della privacy delle persone non coinvolte direttamente dalle indagini – e nelle modalità di motivazione delle sentenze, più sintetiche e dirette.

Modifiche infine anche per le impugnazioni in appello e per i ricorsi in Cassazione, dove le Sezioni Unite potranno essere investite subito per dirimere i conflitti di interpretazione tra le sezioni semplici.



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