lunedì, 20 novembre 2017

Film in streaming pirata: leciti i link di collegamento ai siti

La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Frosinone che ha annullato una sanzione, di quasi 600 mila euro a carico di piattaforme che permettono di vedere film online senza pagare i diritti d'autore

28 marzo 2017 | La Sentinella | Reply More

E’ una sentenza destinata senz’altro a far discutere quella emessa dal Tribunale di Frosinone a febbraio per mezzo della quale per la prima volta in Italia e in Europa un giudice ha annullato una sanzione, di quasi 600 mila euro, a carico di siti che permettono di vedere in streaming film pirata online.

La notizia si è diffusa presto sul web grazie all’avvocato Fulvio Sarzana, che ha difeso il gestore di diversi siti del genere.  

Il giudice ha accolto il ricorso contro una ordinanza-ingiunzione del 2015 con cui il gestore era stato ingiunto di pagare (a titolo di sanzione amministrativa ex art. 174 bis L. 22 aprile 1941 n. 633) la somma di euro 546.528,69, oltre le spese, per aver violato l’art 171 ter,2° co lett. a bis della L. 22 aprile 1941 n. 633 e successive modifiche.

“Giova precisare – afferma il giudice nella sentenza – che l’art. 171-ter, 2 comma, lett. a-bis della L. 633/41 presuppone la comunicazione al pubblico a fini di lucro di un’opera protetta dal diritto d’autore, o di parte di essa, attuata mediante la sua diffusione in un sistema di reti telematiche, attraverso connessioni di qualsiasi genere. Con l’espressione ‘a fini di lucrò deve intendersi un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell’autore del fatto. Ne consegue che, al fine della commissione dell’illecito in esame, deve essere raccolta la prova dello specifico intento del file sharer di trarre dalla comunicazione al pubblico, per il tramite della messa in condivisione in rete di opere protette, un guadagno economicamente apprezzabile e non un mero risparmio di spesa”.

Il fine di lucro costituisce, dunque, elemento essenziale di punibilità.

“Priva di pregio è la giustificazione fornita (dalle Autorità n.d.r) secondo cui l’assenza di finalità lucrative sarebbe irrilevante, poiché l’art 174 bis è applicabile a tutte le violazioni previste nella sezione e quindi anche in ipotesi di violazione dell’art 171 1° co L 633/1941, atteso che (al gestore ndr) è stata irrogata la sanzione amministrativa per aver violato l’art. 171 ter, comma 2, lettera a-bis e non altra disposizione normativa”.

“Finalmente un giudice – commenta l’avvocato – ha riconosciuto che non è automatica la violazione del diritto d’autore se un sito ospita link a streaming di film e musica su internet, anche con banner pubblicitari, se non è chiaro il fine di lucro”.

Sulla stessa linea anche Marco Scialdone, docente a contratto in Digital Copyright, presso la University di Roma e responsabile del team legale dell’Associazione “Agorà Digitale”, la principale organizzazione italiana in tema di diritti digitali.

“Per la prima volta – sottolinea – è stato ristabilito lo stato di diritto nelle questioni di copyright. Questo è infatti il primo giudice che riconosce che se non ci sono prove sufficienti, un sito non può essere chiuso e il suo gestore sanzionato”.



DIRITTO CIVILE

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