lunedì, 20 agosto 2018

Falsi profili social, utilizzare l’immagine altrui è reato

A sancirlo è la sentenza n 4413/18 che condannato una trentenne a pagare 3.750 euro di multa al posto della pena concordata di 15 giorni di reclusione, per il reato previsto dall’articolo 494 del Codice penale

5 febbraio 2018 | La Sentinella | Reply More

Sostituzione di persona. Può costare caro il vezzo di taluni di sostituire sui social la propria immagine con quella di altri.

Il reato previsto dal codice penale può essere contestato infatti anche nel caso si decida di mettere la foto di altri come sfondo del proprio profilo.

A sancirlo è la sentenza n 4413/18 che condannato una trentenne a pagare 3.750 euro di multa al posto della pena concordata di 15 giorni di reclusione, per il reato previsto dall’articolo 494 c.p.

A nulla è valsa la difesa dell’imputata che aveva contestato la nullità dell’accordo fatto con il Pm, che il giudice non aveva consentito di revocare a seguito della possibilità, sopravvenuta, grazie alla Sentenza della Consulta 201/2016, di richiedere con l’atto di opposizione a decreto penale, la sospensione del procedimento, per la messa alla prova.

Secondo i supremi giudici il decreto non era nullo perché emesso prima della sentenza con la quale la Corte costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità della norma (articolo 460 comma 1) lettera e) del codice di rito penale, per la parte in cui non prevede che il decreto penale di condanna contenga l’avviso della facoltà per l’imputato di chiedere la sospensione per messa alla prova.

Un’opportunità che – chiarisce la Cassazione – la ricorrente avrebbe comunque avuto, Consulta a parte, visto che l’istituto della messa alla prova è stato introdotto con una legge del 2014 (n.67) e dunque da tempo già in vigore.



DIRITTO PENALE

E’ entrato in vigore lo scorso 14 luglio ma fin dal suo esordio il cosiddetto
Addio all’atto di citazione. E’ questa la riforma del processo civile annunciata per l’autunno dal
In caso di condanna ex art. 2087 c.c. è diritto del datore di lavoro rivalersi
Saranno obbligatori dal 31 marzo i corsi di formazione per l’accesso alla professione forense. E’

Lascia un commento

Devi essere loggato per lasciare un commento.