giovedì, 15 aprile 2021

Economia. In Italia sottratti al fisco 110 miliardi di euro all’anno

Il dato allarmante emerge "Relazione annuale sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva"

30 Marzo 2017 | La Sentinella | Reply More

Circa 110 miliardi di euro l’anno, a tanto ammonta l’evasione fiscale e contributiva in Italia.

E’ quanto riferito da Enrico Giovannini presidente della Commissione per la redazione della “Relazione annuale sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva”, sentito alla Bicamerale sull’anagrafe tributaria.

Giovannini ha illustrato i dati del triennio 2012-2014.

Nel 2014 il tax gap, ovvero la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente incassate dall’Erario, si è allargato a 111,6 miliardi di euro da 108 miliardi del 2012.

I servizi alle famiglie il settore dov’è maggiormente diffusa l’evasione con una percentuale del 30% per scendere poi al 26% nel commercio e nei pubblici esercizi, al 24% nelle costruzioni e al 20% nei servizi alle imprese.

Se si considera il triennio 2012-2014, come riportava già alla fine dello scorso ottobre un aggiornamento della relazione di Giovannini, la propensione all’evasione è salita dal 23,6% al 24,8% e “i settori dove maggiore è l’evasione sono i settori a più bassa crescita di produttività”.

“L’’Italia – ha spiegato l’ex ministro – soffre di un problema di crescita della produttività da molti anni ed è evidente che nel momento in cui una impresa riesce ad andare avanti semplicemente attraverso l’evasione, ha molti meno incentivi a trovare una struttura più efficiente, ad investire, innovare, quindi l’evasione ha un ruolo molto importante in un generale grado di arretratezza del sistema economico”.

Tanta evasione ma anche un’energica azione di recupero.

“Nell’attività di contrasto viene fatto tantissimo, ma ci sono anche dei limiti fisici dovuti alle risorse disponibili”. Il gap come ammesso dallo stesso ex ministro è notevole: “circa 200 mila soggetti sono verificati annualmente, rispetto a quattro milioni di imprese” e ciò “mostra che c’è un limite fisico alla possibilità di indagini in loco”.



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