mercoledì, 20 settembre 2017

Corte Costituzionale. “Le multe sono irregolari se l’autovelox non è stato revisionato”

La Consulta ha infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6 del Nuovo codice della strada

22 giugno 2015 | La Sentinella | Reply More

AutoveloxMulte irregolari in caso di mancata revisione dell’autovelox. A stabilirlo è una sentenza della Corte Costituzionale.

La Consulta ha infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) “nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”.

La sentenza (n. 113/2015) nasce dal caso sollevato dalla Corte di Cassazione riguardante due cittadini che hanno portato avanti una lunga battaglia legale per contestare una multa per eccesso di velocità fatta con un autovelox che consideravano starato. La Consulta ha stabilito che gli strumenti di misurazione elettronica sono soggetti a usura e deterioramento, quindi l’esonero da verifiche periodiche appare “intrinsecamente irragionevole”.

Si legge nella sentenza: “appare evidente che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione. Si tratta di una tendenza disfunzionale naturale direttamente proporzionata all’elemento temporale. L’esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare per i suddetti motivi intrinsecamente irragionevole”.

Per la Corte Costituzionale, inoltre, “i fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale”.

Non solo: il controllo ha senso solo se viene fatto per tutto il periodo in cui gli strumenti vengono usati. “Un controllo di conformità alle prescrizioni tecniche – prosegue la Consulta – ha senso solo se esteso all’intero arco temporale di utilizzazione degli strumenti di misura, poiché la finalità dello stesso è strettamente diretta a garantire che il funzionamento e la precisione nelle misurazioni siano contestuali al momento in cui la velocità viene rilevata, momento che potrebbe essere distanziato in modo significativo dalla data di omologazione e di taratura”.



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