mercoledì, 21 febbraio 2018

Consulenza tecnica di ufficio, una guida per saperne di più

18 gennaio 2018 | La Sentinella | Reply More

Se il Giudice ritiene utile ai fini della risoluzione di una controversia avvalersi del parere tecnico di un esperto nomina un consulente tecnico scegliendolo tra quelli iscritti nell’albo del Tribunale di appartenenza.

Con l’ordinanza di nomina che va comunicata alle parti se adottata fuori udienza, il giudice fissa l’udienza nella quale il consulente tecnico deve comparire per il giuramento ed il conferimento dell’incarico. 

Il perito, a sua volta, accettato l’incarico, ha l’obbligo di redigere il verbale delle operazioni peritali espletate e la relazione deve essere depositata nel termine fissato dal giudice.

Nell’esercizio del suo mandato il Consulente può compiere le indagini che gli sono affidate dal giudice e può anche essere autorizzato a chiedere chiarimenti alle parti o ad assumere informazioni da terzi.

Le parti possono partecipare da soli o con i propri consulenti alle operazioni peritali e possono presentare osservazioni anche scritte e formulare istanze.

In genere anche a norma dell’art. 195 cpc al consulente viene demandato di redigere una relazione scritta (cd. CTU o consulenza tecnica d’ufficio). 

Quest’ultima viene trasmessa dal consulente alle parti entro i termini indicati dal giudice nell’ordinanza resa all’udienza di giuramento del CTU.

A quel punto, le parti possono trasmettere al consulente le proprie osservazioni (anche per queste il giudice avrà già fissato con la medesima ordinanza appositi termini). 

Una volta ricevute le osservazioni il consulente tecnico d’ufficio dovrà depositare (nell’ultimo termine assegnato dal giudice) la relazione definitiva con le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse.

Al riguardo è bene precisare che nel nostro ordinamento vige il principio “judex peritus peritorum” di guisa che il giudice non è obbligato ad attenersi alle conclusioni del perito potendo egli disattendere le medesime, sostituendo ad esse altre argomentazioni, tratte da proprie personali cognizioni tecniche.

Ovviamente è fatto salvo l’obbligo per il giudice di motivare le ragioni che lo hanno indotto a discostarsi dalle valutazioni formulate dall’esperto.



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