giovedì, 21 giugno 2018

Compensi avvocato. Le spese generali spettano di diritto

La spettanza della somma, pari al 15% del compenso, prescinde dall’esplicita indicazione della stessa in sentenza

17 gennaio 2018 | La Sentinella | Reply More

Le spese generali, pari al 15% del compenso dell’avvocato, spettano di diritto.

E’ quanto stabilito dall’art. 13, comma 10, della legge numero 147/2012, il quale stabilisce che “oltre al compenso per la prestazione professionale, all’avvocato è dovuta, sia dal cliente in caso di determinazione contrattuale, sia in sede di liquidazione giudiziale, oltre al rimborso delle spese effettivamente sostenute e di tutti gli oneri e contributi eventualmente anticipati nell’interesse del cliente, una somma per il rimborso delle spese forfetarie…”.

Di guisa che tale somma prescinde dall’esplicita indicazione della stessa in sentenza.

Ne deriva, quindi, che in caso di mancata liquidazione delle spese generali in favore dell’avvocato della parte vittoriosa è possibile ricorrere al procedimento di correzione degli errori materiali della sentenza di cui agli articoli 287 e seguenti del codice di procedura civile.

In tal senso si è già espressa la Corte di Cassazione mediante l’ordinanza numero 2666/2017.

L’operazione, ha affermato il consesso, riguarda una statuizione di natura accessoria e a contenuto normativamente obbligato, che richiede al giudice una mera operazione tecnico esecutiva, da svolgersi sulla base di presupposti e parametri oggettivi”.



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