lunedì, 24 giugno 2019

Come cambia il mondo del lavoro, adesso il colloquio è in streaming

Face4Job è stata tra le prime piattaforme web ad offrire il servizio

27 Aprile 2015 | La Sentinella | Reply More

Colloquio lavoroIl colloquio di lavoro? In streaming. Una piccola grande rivoluzione quella che propone un giovane imprenditore siciliano inventore di una piattaforma web per far incontrare aziende e aspiranti lavoratori.

L’ex head hunter Alessio Romeo, trentotto anni e già un bel bagaglio di attività alle spalle, ha infatti trasportato la sua esperienza nel web: aveva capito che per piacere a un datore di lavoro il colloquio frontale è fondamentale, ma a volte può essere decisamente dispendioso spostarsi in varie città e regioni per incontrare un possibile futuro datore di lavoro. Soluzione? Crea un sito web in cui una volta trovata una offerta di lavoro interessante si possa, come primo step, girare un video rispondendo a domande poste dall’azienda, per poi passare a un colloquio in streaming. Un recupero del rapporto faccia a faccia, come suggerito dallo stesso nome della strt up: Face4Job 

Un’altra carta vincente è l’algoritmo che riesce a setacciare il web cerando offerte di lavoro direttamente nei siti aziendali di tutto il mondo, in particolare nelle classiche sezioni “Lavora con noi”, “Job” e “ Carrer”. Riesce così a scoprire migliaia di posti vacanti sparsi nel globo e chiaramente anche in Italia. Il portale ha una forte vocazione nel settore ICT e si prepara a diventare uno dei principali canali del settore per il reclutamento: ha infatti stretto una partnership con Microsfot, che veicolerà attraverso di esso tutte le sue opportunità di lavoro.

Per chi comunque non volesse spostarsi troppo dal luogo di provenienza, perché il fondo Microsoft è una grande azienda ma Redmond è lontana, la mappa che si apre nella schermata home di Face4Job permette già di vedere le offerte di tutte le aziende Stato per Stato e Regione per Regione

La geolocalizzazione però è il punto forte di un altro sito: Jobyourlife A ogni curriculum inserito, che può essere anche importato direttamente da altri social come linkedin o facebook, va inserito specificamente l’area o le aree dove si vorrebbe lavorare. Un elemento importante perché a volte un posto vacante è più vicino di quanto si spera. Anche per creare team di lavoro può risultare utile sapere se ci sono nelle vicinanze professionisti adatti.

Il giovane inventore start upper ventiquattrene Andrea De Sprit ha inoltre osato invertire il paradigma. Non solo lavoratori che si propongono ma aziende che li vengono a cercare, contattando chi ritengono adatto tra gli iscritti. Anche questo portale può contare sull’interessamento di grandi gruppi. McDonald’s, Coin e Pam, che adoperano già ora il sito per il recruiting.

C’è un altro italiano dietro uno dei portali di recruiting più innovativi. Luca Bonmassar, 32 anni, cofondatore di Gild. Il segreto sta di nuovo nell’algoritmo, creato da lui, capace di scovare in rete informazioni sul candidato ideale. Guild funziona un po’ come un motore di ricerca e riesce a ricostruire un curriculum attraverso le informazioni sparse nella rete: reputazione online e in particolari sui siti specializzati, indicazioni sui passati lavori desuminibili dai social network. In pratica un abile professionista di cui molti parlano bene nei siti dedicati al suo settore sarà più appetibile e sarà lo stesso per un iscritto a linkedin con competenze confermate e buoni giusdizi.Le aziende possono scovare il lavoratore giusto al di là della lettura di centinaia di curriculum più o meno ben scritti e in modo meno freddo che attraverso form da compilare con definizioni rigide. A questo punto però meglio badare alla propria web reputation, tenendo conto che anche i reclutatori meno all’avanguardia vanno sempre a guardare il profilo facebook dei candidati. Meglio selezionare con cura foto (imbarazzanti) e commenti: dopotutto postare tutta la propria vita non è obbligatorio.



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