venerdì, 21 settembre 2018

Clinica degli orrori di Milano: la Cassazione annulla l’ergastolo a Brega Massone

La Corte d'Assise d'Appello di Milano dovrà ora riqualificare l'accusa di omicidio, escludendo la volontarietà e il dolo, e riqualificare la pena

23 giugno 2017 | La Sentinella | Reply More

Pier Paolo Brega Massone

Né “omicidi dolosi, né volontari” quelli dei quattro anziani portati in sala operatoria per “interventi inutili”.

E’ questo il verdetto della Cassazione che ha annullato la condanna all’ergastolo per l’ex primario di chirurgia toracica della clinica Santa Rita di Milano, Pier Paolo Brega Massone.

La Corte d’Assise d’Appello di Milano dovrà ora riqualificare l’accusa di omicidio, escludendo la volontarietà e il dolo, e riqualificare la pena per Brega Massone.

E’ stato così annullato il verdetto emesso il 21 dicembre 2015 in appello per mezzo del quale l’imputato era stato ritenuto responsabile della morte di quattro anziani sottoposti ad interventi chirurgici senza alcuna giustificazione se non quella di intascare i rimborsi del servizio sanitario nazionale. 

“Non sono un serial killer, la mia priorità è sempre stata quella di dare ai pazienti la sicurezza”. Una difesa  che però non gli servì ad evitare la conferma della condanna all’ergastolo nel processo di secondo grado sul caso della ‘clinica degli orrori’.

L’unico ad essere assolto in quella occasione, “perché il fatto non costituisce reato”, fu un medico della sua equipe, Marco Pansera, condannato in primo grado a 26 anni e 2 mesi di carcere. L’ex braccio destro di Brega Massone, il chirurgo Fabio Presicci, ebbe invece una riduzione della pena, da 30 a 25 anni.

A Brega Massone erano già stati inflitti in via definitiva 15 anni e mezzo di carcere per truffa. A suo carico un’ottantina casi di lesioni nel primo filone processuale.

“Era una ingiustizia abnorme e la Cassazione è intervenuta con serietà e raziocinio” ha commentato a caldo l’avvocato Titta Madia, che con il collega Luigi Fornari difende l’ex chirurgo toracico. L’avvocato non ha aggiunto altro in quanto prima vuole leggere le motivazioni. Ha però riferito di aver sentito la moglie del suo assistito, la quale, alla notizia, si è messa a piangere per la gioia.

Con questa decisione la Suprema Corte trasmetterà gli atti alla magistratura milanese affinché il medico venga giudicato da un nuovo collegio di secondo grado, che dovrà riqualificare il reato e quindi rimodulare la pena.



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