lunedì, 24 giugno 2019

Napoli. La ‘buona musica’ in Villa Floridiana, Rossetti: “La gestualità è parte integrante del linguaggio musicale”

Il concerto eseguito domenica ha visto una grande partecipazione da parte del pubblico

19 Gennaio 2015 | La Sentinella | Reply More

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Napoli. È stata accolta con entusiasmo nell’uggiosa domenica scorsa, tanto da riempire l’Auditorium della Villa Floridiana di Napoli, nonostante il tempo avverso e il successivo incontro sportivo (n.d.r.: alle ore 12.30 – solo un’ora dopo l’inizio del concerto – la diretta Lazio-Napoli), la proposta culturale a cura dell’associazione “Golfo Mistico”, presieduta da Giacomo Serra, in collaborazione con il Museo “Duca di Martina”  – e annessa Villa Floridiana – e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli e della Reggia di Caserta.

Alle ore 11.30 la sala era gremita di persone che, durante l’intera interpretazione dei brani musicali, hanno manifestato il loro gradimento alla stagione concertistica 2014 – 2015 “Concerti in Villa Floridiana”. Uno spettatore attento, estasiato, amante della “buona musica”, non tale ed esclusivamente in quanto classica, ma perché eseguita con una perfetta simbiosi tra duettisti; un pubblico, bisogna dirlo a voce alta, davvero molto preso; anche stavolta l’atmosfera creatasi era di gran lunga maggiore di ogni imprevisto, primo fra tutti l’assenza dei microfoni per la presentazione dei brani, egregiamente introdotti dall’organizzazione. Ancora una volta, a farsi spazio, e a richiedere silenzio, è semplicemente la Musica. Eccoli quasi volteggiare, insieme ai loro strumenti: Katia Chigi, col suo inseparabile Eugenio De Ganial violino (n.d.r.: Venezia, 1895), da un lato, e Michele Rossetti, al pianoforte, dall’amabile sorriso e profondamente divertito durante la sua performance, dall’altro. È quest’ultimo a introdurre con dovizia di particolari quel momento durato meno di un paio d’ore, laddove il tempo si è fermato, quasi a voler raggiungere l’eternità di certe emozioni che prima o poi ritornano alla mente. Wolfang Amedeus Mozart, Louis van Beethoven, Johannes Brahms, Sergej Vasil’evič Rachmaninov, conosciuto come Rachmaninof, e Béla Bartók son “rivissuti” per l’ennesima volta. 

Rossetti, perché la scelta di eseguire quei brani? Qual è il loro leitmotiv? Cosa li accomuna?

“Abbiamo voluto presentare un breve ma significativo excursus storico, dal momento aureo del Classicismo       all’ epoca moderna; ci è sembrato interessante, al di là dell’aspetto diacronico, mostrare come il dialogo fra due strumenti così ricchi di potenzialità   espressive, quali il violino e il pianoforte, abbia saputo fondere bellezza e pregnanza melodica ad un gusto per nuove sonorità, scoperte grazie alle possibilità di impasti armonici arditi. Inoltre i brani sono ampiamente conosciuti e risultano di piacevole fruibilità per un vasto pubblico”. 

Durante l’esecuzione/interpretazione tutto il suo corpo, espressione mimica facciale, era un tutt’uno con la musica. Qual è stato il suo approccio con essa?

“Pur essendo l’opera musicale che viene offerta al pubblico la prima protagonista, la gestualità   espressiva e interpretativa è parte integrante del linguaggio musicale, come   di ogni forma di comunicazione che voglia raggiungere un livello di corrispondenza più coinvolgente con chi la fruisce”

In platea, data la diretta Lazio-Napoli e il maltempo, solo due ragazzi, di cui uno straniero: come valuta la presenza degli under 30 ai concerti, in particolare di musica classica, e come crede ne possa essere invogliato l’ascolto?

“Generalmente un pubblico meno adulto è presente ai concerti di musica classica; tuttavia per invogliare giovani e giovanissimi ad una partecipazione più significativa si dovrebbe partire da lontano. La musica come linguaggio espressivo e il patrimonio musicale, sia strumentale che vocale, dovrebbero rappresentare un bagaglio prezioso di cui equipaggiare i giovanissimi sin dai primi anni di percorso scolastico. Ci vorrebbe più musica all’interno dei programmi ministeriali nelle scuole di ogni ordine e grado, ed anche un avvicinamento alla pratica strumentale sin da bambini come opportunità non solo specializzata ma offerta a tutti. Aiutare i giovani a crescere con la consapevolezza che la musica, che per qualcuno diventa competenza professionale,   è un arricchimento   per la personalità in formazione di ciascuno”. 

Se potesse identificarsi in un’opera, quale sceglierebbe e perché? Quando l’ha eseguita o interpretata? 

“Per poter restituire ad un pubblico ciò che si interpreta c’è un lavoro di conoscenza e approfondimento degli autori e degli stili diversi; a volte ci si ritrova maggiormente in uno piuttosto che in un altro, ma c’è sempre e comunque un’intersezione fra la propria personalità e quella del compositore, che produce esiti diversi e personalizzati. C’è sempre qualcosa di nuovo e personale da trasmettere”. 

‘la Sentinella’ è un nuovo giornale d’approfondimento. Concludendo quest’intervista, cosa vorrebbe trasmettere ai lettori?

Un grazie per essere stati presenti; è per chi viene che si prepara tutto questo; e un augurio sempre prezioso e sempre vero: continuare a trovare il tempo per fermarsi dinanzi alla bellezza. L’ha detto molto bene un grande scrittore, “..la bellezza salverà il mondo”.

Sulla scia di una delle frasi più conosciute, pronunciate dal principe Miškin ne “L’idiota” di Dostoevskij, poi ripresa dal  filosofo bulgaro Cvetan Todorov, nel titolo italiano al saggio “Les Aventuriers de l’absolu”,si invita il lettore a rivivere quell’eternità inizialmente citata nel prossimo evento, che si terrà il giorno 1 Febbraio, sempre in Villa Floridiana, con la partecipazione di Anna Lisa Bellini al pianoforte, che allieterà l’animo con le musiche di Chopin.

Lidia Ianuario

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