lunedì, 23 ottobre 2017

Appalti Pubblici. La mancata capacità economica e finanziaria delle imprese è elemento di esclusione

E' stabilirlo è stata una sentenza del Tar Friuli Venezia Giulia

14 marzo 2017 | La Sentinella | Reply More

Qualunque soggetto interessato a partecipare ad una pubblica gara d’appalto deve possedere una capacità economica e finanziaria necessaria ad assicurare l’osservanza delle obbligazioni contrattuali che eventualmente andrà ad assumere.

E’ quanto sancito dal Tar Friuli Venezia Giulia sez. I con la Sent. 1 marzo 2017, n. 81.

I requisiti di cui sopra vanno naturalmente ad aggiungersi a quelli già pacificamente ammessi dalla normativa vigente quali il non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione, di cessazione d’attività, di amministrazione controllata o di concordato preventivo o in ogni altra analoga situazione risultante da una procedura della stessa natura prevista da leggi e regolamenti nazionali.

La pronuncia è scaturita a seguito del ricorso presentato da un Consorzio che era stato escluso dal bando di gara indetto dal Comune di Grado per i servizi di ristorazione scolastica.

L’Ente, in particolare, aveva disposto l’esclusione del ricorrente in quanto i Bilanci degli ultimi tre esercizi (2013 – 2014 – 2015) al netto delle imposte, non risultavano in pareggio.

Il consorzio dal canto suo aveva eccepito la “Violazione e falsa applicazione dell’art. 83 d.lgs. 50/2016. Violazione e falsa applicazione dell’art. 4 d.lgs. 50/2016 e, in particolare, dei principi di proporzionalità e massima partecipazione. Eccesso di potere per irragionevolezza, illogicità e ingiustizia manifesta. Difetto dei presupposti. Difetto assoluto di istruttoria. Difetto di motivazione. Illegittimità diretta e derivata”.  

I Giudici hanno dato ragione al Comune soffermandosi sull’estrema importanza, specie nell’attuale temperie, del requisito della solidità economica da parte delle aziende che intendano partecipare a gare di appalto pubblico.

“In un periodo economicamente critico, come quello attuale – argomenta il collegio – in cui la solidità patrimoniale e finanziaria di molte aziende è messa seriamente in pericolo, non può prescindersi, a maggior ragione, da una puntuale e rigorosa verifica dello stato di salute delle imprese partecipanti alle gare di appalto pubbliche, in quanto accertamento funzionale allo svolgimento positivo degli appalti stessi e ciò a prescindere dalle capacità tecniche e professionali, che pure devono essere possedute”.

Una facoltà, quella concessa alle stazioni appaltanti di considerare anche la capacità economica di chi partecipa alle gare, che trova fondamento nel nuovo codice degli appalti.

“L’art. 83 del (nuovo) codice appalti, come del resto già il previgente art. 41 del d.lgs. n 163/2006, lascia, peraltro, libertà alle stazioni appaltanti di individuare nella legge di gara gli indici di capacità economica più adatti, col solo limite della “attinenza” e “proporzionalità” all’oggetto dell’appalto, nella ricerca di un costante bilanciamento con l’interesse pubblico “ad avere il più ampio numero di potenziali partecipanti, nel rispetto dei principi di trasparenza e rotazione” (vedi art. 83, comma 2)”.

Di qui, quindi, il respingimento del ricorso per non essere stato il Consorzio in possesso di tutti i requisiti previsti dal bando di gara.



DIRITTO AMMINISTRATIVO

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