venerdì, 21 settembre 2018

Al via il “Decreto Dignità”: più tutele per il lavoro e giro di vite per il gioco d’azzardo

Il provvedimento per divenire legge dello Stato dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla sua approvazione

17 luglio 2018 | La Sentinella | Reply More

E’ entrato in vigore lo scorso 14 luglio ma fin dal suo esordio il cosiddetto “Decreto dignità” ha destato non poche polemiche.

Il Decreto Legge n 87/2018, già operativo, per divenire legge dello Stato dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla sua approvazione.

Importanti novità riguardano in primis la disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato.

Al contratto di lavoro subordinato, spiega il provvedimento che modifica il d.lgs. 81/2015 (c.d. Jobs Act), potrà essere apposto un termine di durata, ma non superiore a 12 mesi.

Inoltre, la durata complessiva del contratto scende da 36 a 24 mesi, con possibilità di proroghe (quattro e non più cinque).

La norma segna il ritorno delle c.d. causali, ovvero particolari circostanze che dovranno indicare gli imprenditori per giustificare la prosecuzione del contratto a tempo che, come precisato, può essere liberamente prorogato solo per i primi dodici mesi. 

Il contratto potrà avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i 24 mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni: esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze sostitutive di altri lavoratori; esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

Niente causali, invece, per i lavoratori stagionali contrariamente a quanto si era pensato in una prima bozza.

Gli indennizzi sui licenziamenti

La normativa, inoltre, stabilisce anche che i lavoratori avranno 180 giorni di tempo (non più 120) per impugnare il contratto a tempo determinato. Inoltre, è inasprito il costo dei licenziamenti illegittimi: sono aumentati del 50%, infatti, gli indennizzi, minimi e massimi, sui licenziamenti illegittimi nei contratti a tutele crescenti. Invece che dalle 4 a 24 mensilità previste dal Jobs Act si sale alle 6 e 36 mensilità.

Novità importanti anche per le imprese che delocalizzano.

Le imprese, italiane ed estere, operanti nel territorio nazionale e che abbiano beneficiato di un aiuto di Stato che prevede l’effettuazione di investimenti produttivi ai fini dell’attribuzione del beneficio, rischiano di decadere dal beneficio medesimo qualora spostino la loro attività fuori dall’Italia. 

L’addio ai benefici avviene qualora l’attività economica interessata dagli stessi oppure una sua parte venga delocalizzata in Stati non appartenenti all’Unione Europea, a eccezione degli Stati aderenti allo Spazio economico Europeo, entro cinque anni dalla data di conclusione dell’iniziativa agevolata.

Le sanzioni amministrative

In caso di decadenza, sarà l’amministrazione titolare della misura d’aiuto a irrogare all’impresa una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma in misura da 2 a 4 volte l’importo dell’aiuto fruito.

Inoltre, l’importo del beneficio da restituire per effetto della decadenza, sarà maggiorato di un tasso di interesse pari al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di erogazione o fruizione dell’aiuto, maggiorato del 5%. 

Ove poi  gli aiuti di Stato di cui abbia beneficiato l’impresa prevedono una valutazione dell’impatto occupazionale, scatta la decadenza laddove, nei 5 anni successivi alla data di completamento dell’investimento, siano ridotti i livelli occupazionali degli addetti all’unità produttiva o all’attività interessata dal beneficio decadrà dallo stesso ove la riduzione superi il 10% e non sia riconducibile a giustificato motivo oggettivo.

In tal caso, la decadenza sarà disposta in misura proporzionale alla riduzione del livello occupazione e sarà, invece, totale qualora la riduzione superi il 50%.

Giro di vite anche per le scommesse.

Al riguardo la norma prevede il divieto di qualsiasi forma di pubblicità per il gioco d’azzardo. La norma mira a contrastare il fenomeno sempre più diffuso della ludopatia.

L’inosservanza del divieto comporta sanzioni nella misura del 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e, in ogni caso, non inferiore a 50.000 per ogni violazione. Tali proventi saranno destinati ad alimentare il fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. 

Per ovviare ai maggiori oneri derivanti dall’introduzione del divieto, stimati in 147 milioni di euro per l’anno 2019 e in 198 milioni di euro dall’anno 2020, si prevede una maggiorazione del prelievo erariale sulle vincite (Preu) di slot e videolotteries che passa al 19,25% e al 6,25%. Inoltre, al +0,25% dal prossimo settembre, seguirà un +0,25% aggiuntivo su entrambi dal maggio dell’anno prossimo.



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