giovedì, 26 novembre 2020

Accordo Alitalia-Etihad: in serata la firma, Federconsumatori: “Vigileremo sul costo dei biglietti”

La firma dell’intesa tra compagnia-governo e sindacati è prevista entro questa sera

15 Luglio 2014 | La Sentinella | Reply More

La SentinellaSono ore di attesa quelle viissute dai lavoratori Alitalia in vista della stipula finale dell’accordo che dovrebbe sancire il matrimonio tra la compagnia italiana ed Etihad. L’intesa deve necessariamente passare prima dal raggiungimento di un punto di incontro tra sindacati, compagnia e governo sulla questione degli esuberi, del costo del lavoro e dell’applicazione del contratto nazionale.

Il tavolo aperto ieri al ministero dei trasporti si è concluso nelle prime ore della mattina. Durante l’incontro fanno sapere i sindacati “sono stati affrontati tutti i temi”. Nel pomeriggio di oggi è prevista “una rilettura dei testi, una verifica e la stesura finale”. La firma è altresì attesa per questa sera.

L’ultima soluzione proposta dal governo era quella di far fronte ai  2251 dipendenti in eccedenza, ricollocandoli 616 nel perimetro aziendale, esternalizzandoli 681  entro il 31 dicembre prossimo,  mettendone 954 in mobilità ma con la sperimentazione dei contratti di ricollocamento.

Sul piede di guerra le associazione dei consumatori.

“L’accordo Alitalia-Etihad  – scrive in una nota Federconsumatori  – rischia di replicare la stangata tariffaria avvenuta   nel 2009 – In quella occasione fanno notare – il governo concesse una deroga Antitrust, addossando ai consumatori almeno 250 milioni di euro di maggiori costi dei biglietti per finanziare le avventure dei capitani coraggiosi. Il risultato fu un forte inasprimento delle tasse aeroportuali”

Le maggiori preoccupazioni riguardano la tratta in assoluto più redditizia la Roma-Milano.

La rotta Fiumicino-Linate, con circa 1,5 milioni di passeggeri serviti, ha rappresentato quasi il 6 per cento del fatturato complessivo. Nel 2011 è stato di 3,5 miliardi, quota di mercato  scesa anche per la concorrenza delle FS: oggi infatti la quota di mercato della compagnia Alitalia è del  32-33 per cento, rispetto al 56% delle Fs (era l’opposto nel 2008).

Lo spostamento della domanda dal 2009 al 2013, ha comportato per Alitalia la perdita di circa 2 milioni di passeggeri e la metà dei ricavi in meno sulla tratta, con il servizio tra Linate e Fiumicino pari al 3% del  fatturato Alitalia, circa 150 milioni ricavati da 60 voli al giorno (trenta andate e trenta ritorni).

Notevoli fino all’anno scorso anche i costi dei biglietti.

Per un viaggio andata e ritorno Fiumicino-Linate con Alitalia, negli anni di monopolio si spendevano in media da 180 a 250 euro; una sola tratta con acquisto anticipato di 10 giorni costava da 102 a 145 euro a seconda dell’orario.  Per fortuna qualcosa è cambiato nel marzo del 2013 dopo l’ingresso di Easyjet ed altre compagnie. Le tariffe sono diminuite in media di 40-60 euro a tratta, attestandosi tra 140- 210 per andata e ritorno; tra 77 e 105 euro con acquisto anticipato, sempre a seconda dell’orario.

Adusbef e Federconsumatori annunciano già azioni dinanzi alle competenti autorità di controllo.

“La nostra preoccupazione è che si possa ripetere ancora una volta quanto già accaduto per il precedente ‘salvataggio Alitalia’, con un costo di oltre 4 miliardi di euro addossato alla fiscalità generale, a viaggiatori, lavoratori, azionisti ed obbligazionisti.  Vigileremo –anche con denunce all’Antitrust Europeo ed alle competenti commissioni- per non far replicare – concludono – l’ennesima operazione avventurose dei capitani coraggiosi, a danno di consumatori e famiglie taglieggiate”.

 

 

 



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