lunedì, 26 giugno 2017

Abusi edilizi. L’Ente non può acquisire l’area di sedime su cui sorge l’immobile

Il principio è sancito da una pronuncia del Consiglio di Stato e da una della Corte Costituzionale

28 marzo 2017 | La Sentinella | Reply More

L’area di sedime di un immobile abusivo non può essere acquisita dall’Ente pubblico se non per abbattere il manufatto abusivo.

E’ questo il principio facilmente desumibile dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato e da quella della Corte Costituzionale.

Ne deriva quindi che, venuto meno il presupposto, ossia l’abuso edilizio, all’Ente non rimane altro da fare che restituire l’area al suo legittimo proprietario.

Il caso di scuola si ha allorquando l’abuso viene realizzato da un inquilino su di un terreno di proprietà di un terzo soggetto estraneo all’opera.  

In questo caso l’Ente può legittimamente acquisire l’area su cui sorge l’abuso al fine di procedere all’abbattimento o all’acquisizione dello stesso avendo però nel contempo l’obbligo, una volta raggiunto il fine precostituito, di restituire l’area di sedime al legittimo proprietario.

In tal senso la pronuncia del Consiglio di Stato N. 5166/09 è quanto mai dirimente.

“Occorre ricordare – argomenta il Supremo Consesso – che l’acquisizione al patrimonio disponibile del Comune dell’immobile abusivo non demolito si atteggia come una sanzione impropria e che essa acquisizione è preordinata principalmente alla demolizione dell’immobile, per cui una volta che questa finalità è stata raggiunta, l’irrogazione della sanzione prima indicata non ha più ragion d’essere. In secondo luogo, è evidente che l’acquisizione dell’area di sedime dell’immobile non è un fatto autonomo, ma è collegata all’esigenza dell’acquisizione dell’immobile, per dare allo stesso la sua base superficiaria, onde la conseguenza che essa non è di per se stessa abusiva, e non può perciò essere acquisita, senza l’acquisizione dell’immobile abusivo, determinandosi altrimenti una sorta di espropriazione “sine titulo”. (….)

Da ciò la conseguenza che, demolito l’immobile (abusivo), non vi è la possibile di acquisire l’area di sedime (non abusiva)”.

Nella stessa direzione anche la pronuncia della Corte Costituzionale n 345/91.

“Appare evidente che, qualora non ricorrano i presupposti per l’acquisizione gratuita del bene, come nel caso in cui l’area sia di proprietà del terzo, la funzione ripristinatoria dell’interesse pubblico violato dall’abuso, sia pur ristretta alla sola possibilità della demolizione, rimane affidata al potere-dovere degli organi comunali di darvi esecuzione d’ufficio. E ciò senza che a tal fine necessiti la preventiva acquisizione dell’area che, se di proprietà del terzo estraneo all’abuso, deve rimanere nella titolarità di questi, anche dopo eseguita d’ufficio la demolizione”.

In definitiva, quindi, è agevole dedurre che in caso di abuso esso giammai potrà riguardare l’area di sedime su cui esso sorge.



DIRITTO AMMINISTRATIVO

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