domenica, 22 luglio 2018

Abbellisce l’agriturismo con capitelli romani: per la Corte di Cassazione non valgono le attenuanti generiche

I fatti risalgono al 2005 quando nel cantiere dell’agrituirismo furono ritrovati dei manufatti originali trafugati da una chiesa locale

25 ottobre 2017 | La Sentinella | Reply More

Un anno e quattro mesi di reclusione più una multa da 400,00 euro, è costato caro ad un imprenditore siciliano che volveva abbellire il proprio agriturismo a Piazza Armerina con capitelli romani originali.

La Corte di Cassazione con la sentenza n 48381/17 ha infatti confermato la condanna dell’uomo emessa in primo grado e confermata in appello dichiarando inammissibile il ricorso presentato.

I fatti risalgono al 2005 quando nel cantiere dell’agrituirismo furono ritrovati dei capitelli romani originali trafugati da una chiesa locale.

L’uomo si era sempre difeso argomentando di non sapere come i reperti fossero finiti nella sua proprietà.

Tesi che però non aveva convinto i giudici di primo e secondo grado che lo avevano riconosciuto colpevole del reato di ricettazione.

Ricorso in Cassazione la difesa dell’uomo ha eccepito tra l’altro, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

In particolare i difensori avevano argomentato definendo la tesi dei giudici, che avevano negato il riconoscimento in considerazione dell’alto valore storico culturale dei beni ricettati, come palesemente contradditoria.

Contraddittorietà che si sarebbe palesata, a dire della difesa, dall’impossibilità di determinare l’esatto valore del danno arrecato.

Non l’ha pensata così il Giudice della nomofilachia che ha affermato che ai fini della valutazione delle attenuanti generiche di cui all’art. 62 bis c.p., se è vero che il giudice deve riferirsi ai parametri di cui all’art. 133 c.p., non è però altrettanto necessario che li esamini tutti ben potendo considerarne solo alcuni purchè ovviamente specifichi a quali di essi ha inteso fare riferimento.



DIRITTO CIVILE

E’ entrato in vigore lo scorso 14 luglio ma fin dal suo esordio il cosiddetto
Addio all’atto di citazione. E’ questa la riforma del processo civile annunciata per l’autunno dal
In caso di condanna ex art. 2087 c.c. è diritto del datore di lavoro rivalersi
Saranno obbligatori dal 31 marzo i corsi di formazione per l’accesso alla professione forense. E’

Lascia un commento

Devi essere loggato per lasciare un commento.