mercoledì, 20 settembre 2017

Lavoro. Voucher per prestazioni occasionali, dal 10 luglio in arrivo “Presto”

Il servizio è accessibile sulla piattaforma telematica dell’Inps che per soddisfare una domanda che ci si aspetta molto elevata ha già predisposto dei servizi di contact center per mini-aziende o singoli datori di lavoro o lavoratori che vorranno registrarsi

6 luglio 2017 | La Sentinella | Reply More

Sarà operativo dal 10 Luglio e prenderà il nome di “Presto” l’avvio del nuovo contratto di prestazione occasionale messo a punto dall’Inps per aprire la stagione del dopo-voucher, è stato annunciato, in leggero ritardo rispetto a quanto previsto inizialmente, attraverso la circolare 107/2017 con le indicazioni operative per l’utilizzo del nuovo lavoro occasionale introdotto dal decreto legge 50/2017 in sostituzione del lavoro accessorio, retribuito con i voucher che sono stati aboliti il 17 marzo scorso.

Il servizio è accessibile sulla piattaforma telematica dell’Inps che per soddisfare una domanda che ci si aspetta molto elevata ha già predisposto dei servizi di contact center per mini-aziende o singoli datori di lavoro o lavoratori che vorranno registrarsi.

Importo minimo 10 euro

La circolare, firmata dal direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, fornisce precisazioni importanti, a partire dagli importi in gioco, che per il “Presto” utilizzabile dalle famiglie resta di 10 euro. Il Dl, con una formulazione non chiara, ha previsto che il valore nominale di ciascun titolo di pagamento sia di 10 euro, e a carico dell’utilizzatore ci siano 1,65 euro di contributi previdenziali, 0,25 euro di premio Inail e 0,10 di oneri gestionali.

Come evidenziato nelle schede di lettura del Senato, il testo lasciava presupporre che tali importi fossero aggiuntivi rispetto ai 10 euro. Invece secondo l’Inps sono inclusi, e quindi il netto pagato al lavoratore è di 8 euro invece dei 7,5 del passato.

Per quanto riguarda il contratto di prestazione occasionale, che deve essere utilizzato da tutti i soggetti “non famiglie”, il compenso minimo orario è di 9 euro, ma si dovranno pagare almeno 36 euro, cioè il corrispettivo di quattro ore, anche se quelle effettivamente lavorate saranno meno. Ai 9 euro va aggiunto il 33% di contribuzione Inps (2,97 euro), 3,5% di premio Inail (3,2 euro) arrivando così a 12,29 euro. Su questo importo, precisa ancora l’Inps, si applica l’1% di oneri di gestione che fanno salire il costo totale minimo orario per l’utilizzatore a 12,41 euro. Quest’ultimo può riconoscere anche un importo superiore, mentre in agricoltura il minimo è più basso, e pari a quanto stabilito dai contratti collettivi.

Limiti per quanto concerne gli incassi.

Ogni lavoratore può incassare non più di 5mila euro all’anno, con un limite di 2.500 per singolo utilizzatore. Quest’ultimo, a sua volta, non può erogare più di 5mila euro di compensi all’anno sommando tutto il personale coinvolto, importi che, chiarisce l’Inps, sono riferiti al netto incassato dal lavoratore, quindi senza contributi, premi e commissioni.

Il decreto legge 50/2017 prevede, però, che per pensionati, studenti under 25, disoccupati, beneficiari di reddito di inclusione, gli importi effettivamente erogati siano considerati al 75% del loro valore solo per il limite a carico dell’utilizzatore.

I prestatori non potranno quindi andare oltre i 5.000 o i 2.500 euro netti effettivi.

Previste norme di salvaguardia per prevenire gli abusi

il lavoratore, nel caso del contratto di prestazione occasionale, ha la possibilità di confermare l’effettiva avvenuta prestazione.

Il datore di lavoro dopo aver effettuato la comunicazione preventiva obbligatoria sulla piattaforma Inps, nel caso in cui non si sia svolta può revocarla nei tre giorni seguenti a quello dell’attività prevista.

Una possibilità che potrebbe essere veicolo di abusi.

Il lavoratore quindi potrà entrare nella piattaforma e confermare di aver veramente eseguito la prestazione, inibendo in tal caso la revoca da parte del committente.

Oppure se quest’ultimo la revocherà prima della conferma, il lavoratore sarà informato tramite sms e potrà intervenire per comunicare di aver svolto l’attività, garantendosi il diritto all’accredito del compenso.



DIRITTO DEL LAVORO

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