mercoledì, 20 settembre 2017

Agenzia Entrate. Inviate oltre 500 mila lettere per le dichiarazioni del 2013

Le richieste di chiarimento riguardano la cedolare secca sugli affitti, assegno di mantenimento del coniuge, redditi di partecipazione o di lavoro autonomo, redditi diversi e rate annuali delle plusvalenze

5 luglio 2017 | La Sentinella | Reply More

Sono circa 570 mila le lettere inviate da inizio dell’anno da parte dell’Agenzia Entrate e destinate ai contribuenti che abbiano di dichiarare importi relativi all’anno 2013 e concernenti cedolare secca sugli affitti, assegno di mantenimento del coniuge, redditi di partecipazione o di lavoro autonomo, redditi diversi e rate annuali delle plusvalenze.

La prima cosa da fare in questi casi è chiedere chiarimenti rivolgendosi a uno dei Centri di assistenza multicanale (Cam) dell’Agenzia.

I numeri sono 848.800.444 da telefono fisso e 06.96668907 da cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal gestore) e sono attivi dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “servizi con operatore – comunicazione direzione centrale accertamento”.

In alternativa, ci si può rivolgere alla Direzione provinciale di competenza o a uno degli uffici territoriali della Direzione provinciale delle Entrate.

Non è detto che il contribuente debba per forza pagare, è fatta salva infatti la possibilità per quest’ultimo di dimostrare la totale correttezza del proprio comportamento.

In questo caso la relativa documentazione atta a dimostrarlo potrà essere presentata presso gli uffici delle Entrate o essere trasmessa tramite il canale telematico (Civis).

Chi è già abilitato ai servizi telematici dell’Agenzia (ad esempio con le credenziali FiscOnline) potrà visualizzare nella sezione “L’Agenzia scrive” del Cassetto fiscale un prospetto informativo in grado di fornire maggiori dettagli sulle anomalie segnalate.

Per coloro altresì che riterranno opportuno pagare è utile ricordare che il ravvedimento operoso consente di regolarizzare le violazioni riducendo le sanzioni e gli interessi da pagare.

 Per versare le somme dovute (maggiore imposta, interessi e sanzione ridotta) deve essere utilizzato il modello F24 in cui va riportato il “codice atto” indicato in alto a sinistra nella lettera ricevuta.

All’imposta dovuta e da versare va aggiunta la sanzione che con il ravvedimento è ridotta a 1/6 della misura minima.

Nei casi di dichiarazione infedele, sarà pari al 15% della maggiore imposta che risulta dalla dichiarazione integrativa (la sanzione ordinaria, infatti, va da un minimo del 90% a un massimo del 180% delle maggiori imposte dovute).

Gli interessi da versare vanno calcolati, invece, al tasso legale annuo vigente, rapportato ai giorni di ritardo.



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